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pubblicato il 26/giu/2013 15:28

Iva: Cia, bene rinvio, ma serve stop definitivo ad aumento

Iva: Cia, bene rinvio, ma serve stop definitivo ad aumento

(ASCA) - Roma, 26 giu - Il rinvio dal primo luglio al primo ottobre dell'aumento dell'Iva al 22% e' un atto di responsabilita' da parte del governo, in quanto l'innalzamento di un punto percentuale dell'imposta avrebbe coinvolto circa il 60-70% dei consumi delle famiglie, con un ulteriore effetto depressivo su imprese e cittadini. Lo afferma la Confederazione italiana agricoltori (Cia), in merito all'annuncio del premier Enrico Letta oggi dopo il Cdm, chiedendo, pero', lo ''stop definitivo'' del provvedimento.

In una fase come quella attuale - scrive la Cia in una nota - con i consumi crollati del 4% nel primo trimestre dell'anno e oltre 7 famiglie su 10 costrette a ''tagliare'' perfino su cibo e sanita' per colpa della crisi, il passaggio dell'Iva dal 21 al 22% avrebbe avuto conseguenze devastanti per gli italiani, toccando la maggioranza delle voci del bilancio familiare: dall'abbigliamento al pieno di benzina, dal vino agli elettrodomestici per la casa, dal computer alle parcelle dei liberi professionisti.

Soltanto per il capitolo ''cibo e bevande'' - ricorda la Cia - il rialzo dell'Iva si sarebbe tradotto a fine anno in un calo aggiuntivo dell'1,5% dei consumi alimentari, gia' sottoterra. Senza contare le conseguenze sugli esercizi commerciali, con le vendite nella Gdo crollate del 4,7% rispetto allo stesso periodo del 2012 e oltre 25 mila piccole imprese a rischio chiusura.

Ecco perche', nonostante la soddisfazione per questo primo rinvio e per l'impegno a lavorare su un ulteriore slittamento a fine anno - conclude la Cia - crediamo che si debba andare in direzione di un stop definitivo all'innalzamento dell'Iva: il governo deve capire che non e' questa la soluzione per ''fare cassa'', anche perche' non c'e' alcuna possibilita' di ripresa economica attuando misure che abbattono ancora di piu' i consumi domestici. com-stt

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