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pubblicato il 28/gen/2014 12:00

Italicum rischia deragliare, possibile incontro Renzi-Berlusconi

Toti: "per me serve governo Renzi di scopo per fare le riforme"

Italicum rischia deragliare, possibile incontro Renzi-Berlusconi

Roma, 28 gen. (askanews) - Ore frenetiche e decisive per l'Italicum, la proposta di riforma elettorale Renzi-Berlusconi sottoscritta da Ncd su cui oltre alle altre forze politiche gli stessi gruppi parlamentari Pd, Fi e del Nuovo Centrdestra hanno fatto piovere in Parlamento centinaia di emendamenti, chiedendo la modifica di tre punti cardine dell'intesa (preferenze al posto di liste bloccate, minore soglia di sbarramento alla Camera rispetto al 5% previsto dall'accordo, maggiore soglia rispetto al 35% per far accedere al premio di maggioranza il più votato al primo turno). Oggi la commissione Affari Costituzionali della Camera torna a riunirsi per l'esame della modifica ma difficilmente potrà concludere i lavori entro doman, quando è previsto l'approdo in aula. E' possibile che Montecitorio modifichi il suo calendario o decida di mandare in aula la riforma senza voto della commissione (oggi la presidente della Camera Laura Boldrini riunisce la Conferenza dei Capigruppo) ma senza accordo poltiico forte la forzatura può risultare un azzardo. Per questo Matteo Renzi è da ieri sera di nuovo a Roma, con incontri e colloqui prima con Denis Verdini e poi con Angelino Alfano e con i parlamentari del Pd della commissione Affari costituzionali dove la maggioranza non è renziana ma espressione della minoranza e in prima linea nella battaglia per modificare l'Italicum. Renzi ha ottenuto dai parlamentari Pd il ritiro dei loro emendamenti non concordati: restano dunque sul tavolo solo solo le richieste di modifiche all'Italicum che hanno l'avallo della segreteria. Ma che richiedono ancora l'avallo di Forza Italia, l'altro genitore dell'Italicum senza il cui imprimatur anche questo treno su cui viaggia il tentativo di riformare la legge elettorale nata dall'unione fra Porcellum e sentenza della Corte Costituzionale, rischia seriamente di deragliare. E' per questa ragione che circola con insistenza, soprattutto dalle parti di san Lorenzo in Lucina nuova sede nazionale di Fi, la possibilità di nuovo incontro in giornata fra Matteo Renzi e Silvio Berlusconi. A largo del Nazareno invece, ancora questa mattina, si limitano a riferire che "nell' agenda del Segretario del Pd di oggi questo incontro oggi non risulta". Il che non esclude affatto che l'incontra possa svolgersi. Molto dipenderà dall'esito dei primi nuovi colloqui della mattina. Per parte sua, il neo "consigliere politico" di Berlusconi Giovanni Toti, nella sua prima intervista nei nuovi panni, non sembra puntare le sue fiches sull'Italicum se a palazzo Chigi non cambia inquilino. "Per me la soluzione migliore - ha detto Toti in un una intrervista al Corriere della Sera- sarebbe un governo di scopo per fare la legge elettorale: si vota e chi vince imposta e fa le riforme, a partire da quella del lavoro. Abbiamo fatto un governo con un esponente del Pd una volta, non sarebbe un problema una formula di questo tipo, se l'obiettivo è chiaro".

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