mercoledì 18 gennaio | 17:32
pubblicato il 08/nov/2014 15:16

Italicum da martedì riparte in Senato, Chiti: stavolta ascoltino

L'ex ministro delle Riforme: 4 modifiche, no a bis rforma Senato

Italicum da martedì riparte in Senato, Chiti: stavolta ascoltino

Roma, 8 nov. (askanews) - Riparte martedì in Senato l'iter della riforma elettorale, qull'Italicum già approvato dalla Camera e fermo da mesi a palazzo Madama. Preceduta con ogni probabilità dall'annunciato nuovo chiarimento Berlusconi-Renzi e dal vertice che il premier Matteo Renzi intende riunire per blindare la maggioranza sulle modifiche al testo di Montecitorio,con o senza -ma meglio con- l'avallo di Forza Italia, la ripresa del cammino dell'Italicum a palazzo Madama è attesa per martedì alle 16 quando la presidente della commissione Anna Finocchiaro riunirà la presidenza della commissione per autonominarsi relatrice sulla riforma e fissare un calendario che porti la riforma in aula al Senato possibilmente prima dell'arrivo della legge di stabilità ai primi di dicembre.

Riacceso il motore delle riforme, torna a far sentire la sua voce fra i senatori del Pd l'ex ministro delle Riforme Vannino Chiti che guidò il dissenso interno alla maggioranza la scorsa estate quando palazzo Madama esaminò e approvò la riforma del Senato proposta dal Governo Renzi. Sono quattro, in particolare, le sue richieste di modifica all'Italicum.

"La legge elettorale - ha affermato - torna al centro del confronto parlamentare: il governo ne sollecita una rapida approvazione. L'augurio è che, a differenza della prima lettura della riforma costituzionale, ci sia una capacità di ascolto, evitando concretamente di contrapporre il 'fare presto' al 'fare bene' ".Su almeno quattro punti - prosegue Chiti - la legge approvata alla Camera va cambiata: una soglia di sbarramento unica, non piu' del 5%, ma a mio giudizio addirittura del 3%; divieto di presentarsi in una pluralita' di circoscrizioni; collegio uninominale o due preferenze, la seconda di genere, senza nomine di candidati sottratti alla scelta dei cittadini; premio di maggioranza che scatti al di sopra del 40%, in caso contrario un secondo turno di ballottaggio. Va tenuto presente che la legge elettorale e' l'altra faccia della medaglia della riforma costituzionale: il voto di ognuno non risponde a ordini di maggioranza ma a convinzioni sul merito del provvedimento''.

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