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pubblicato il 23/gen/2015 16:04

Italicum a un passo ok Senato,riforme surriscaldano ancora Camera

Pausa maratona voti Camere nel week end primo dello sprint finale

Italicum a un passo ok Senato,riforme surriscaldano ancora Camera

Roma, 23 gen. (askanews) - La riforma della legge elettorale è ormai a un passo dall'approvazione. Al più tardi martedi palazzo Madama darà il via libera all'Italicum 2.0 con le novità introdotte dal nuovo patto del Nazareno, ossia capolista bloccati, 40% per il premio di maggioranza e sbarramento al 3%. Con la prudenza d'obbligo la ministra Maria Elena Boschi spera infatti di chiudere definitivamente la partita della riforma elettorale, con la terza lettura alla Camera, ad aprile: "La commissione avrà comunque due mesi di tempo per esaminare la legge quando l'avrà ricevuta - osserva Boschi - poi se ne impiega meno io sono contenta...ma non pongo limiti alla Provvidenza", ha scherzato la ministra.

Nonostante oggi l'aula del Senato abbia lavorato solo mezza giornata e non abbia ancora affrontato l'emendamento clou presentato dai capigruppo di maggioranza insieme a Fi, l'obiettivo sembra ormai alla portata perchè il numero delle votazioni rimaste si è ridotto drasticamente grazie all'emendamento Esposito, il cosiddetto super-canguro che ha fatto decadere la gran parte dei 47mila presentati.

Il clima in Aula è molto meno teso che nei giorni scorsi. Nella seduta di ieri sono stati approvati gli emendamenti sulla nuova scheda elettorale, sulla denominazione bilingue dei collegi del Trentino-Alto Adige e Valle d'Aosta, sulla presentazione dello statuto per partecipare alla competizione elettorale (un plebiscito per la proposta di ugo Sposetti), e sulle elezioni suppletive in Trentino-Alto Adige.

Questa mattina invece l'assemblea ha approvato gli emendamenti Marcucci e Finocchiaro, sull'attribuzione dei seggi eccedentari, la cosiddetta norma anti-flipper. Modifica passata con l'astensione di Lega e Sel e di una parte dei grillini. La norma è stata molto criticata dalle opposizioni e anche dal senatore della minoranza Pd, Fornaro, che ha chiesto al governo di fare una simulazione prima del ritorno del ddl alla Camera, quando saranno definiti i cento collegi, e, eventualmente, di introdurre una norma di chiusura a garanzia della rappresentanza di ciascun collegio. Soddisfatta la Boschi: "Tutte le leggi elettorali hanno un margine di slittamento" tra i voti e i seggi assegnati ma "con la norma approvata oggi al Senato lo miglioriamo anche per i partiti più piccoli. Già l'Italicum nella sua prima versione riduceva questo slittamento all'interno della circoscrizione elettorale, ossia lo slittamento restava all'interno di una stessa regione, almeno per i partiti maggiori - ha spiegato la ministra - ora facciamo in modo che questo avvenga anche per i partiti minori". L'Italicum tornerà in aula lunedì alle 15.

Sul fronte delle riforme costituzionali, invece, l'Aula della Camera ha approvato oggi 3 articoli è ha deciso l'accantonamento degli articoli dal 10 al 20 con la contrarietà delle opposizioni. M5s, Sel, Lega e Fdi sono quindi tornate a chiedere la sospensione dei lavori sino alla seduta di lunedì. Richiesta respinta dalla Presidenza e il clima si è fatto più teso.

E' perciò rinviata alla prossima settimana la discussione su temi caldi quali il procedimento legislativo, i referendum, la decretazione d'urgenza, lo stato di guerra, l'amnistia e l'indulto e l'elezione del capo dello Stato. Proprio in merito a quest'ultimo capitolo sembrerebbe ormai scontata la modifica che prevede, rispetto al testo licenziato dalla commissione, l'anticipazione dal quinto al quarto scrutinio per la sufficienza della maggioranza dei tre quinti dell'assemblea e dal nono al settimo quella della maggioranza dei tre quinti dei votanti.

Il voto finale, con relative dichiarazioni di voto ed esame degli odg, è stato rinviato dalla Conferenza dei capigruppo a dopo il giuramento del nuovo capo dello Stato. La decisione è arrivata ieri dopo il raggiungimento di un'intesa tra i gruppi e ha segnato lo stop all'ostruzionismo messo in atto da buona parte delle opposizioni. L'accantonamento degli 11 articoli e la prossimità alla trattazione di articoli che acuiscono i contrasti tra maggioranza e opposizione, fatta salva Forza Italia, ha sollecitato però nuovi ripetuti interventi in Aula ancora una volta da parte dei deputati di M5s, Sel e Lega, tanto che non è stato possibile procedere con l'articolo 21 dopo la pausa di mezz'ora durata sino alle 14.45.

Poco prima del termine della seduta odierna i deputati di Fdi-An hanno inoltre esposto cartelli, fatti poi rimuovere dal presidente di turno, con i quali chiedevano la presenza in Aula del ministro per le Riforme, Maria Elena Boschi.

Lunedì l'Aula si riunirà dalle 11 alle 14 e dalle 14.30 alle 23, martedì non ci sarà seduta antemeridiana per dare spazio alle celebrazioni del Giorno della memoria e i lavori riprenderanno alle 16 per terminare alle 23, mentre mercoledì i deputati lavoreranno l'intera giornata sino a completare le votazioni dei singoli articoli.

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