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pubblicato il 20/nov/2013 20:19

Italia-Francia: dichiarazione, sostegno autorita' libiche in transizione

(ASCA) - Roma, 20 nov - Preoccupazione per la situazione libica e' espressa nella dichiarazione congiunta di Italia e Francia del summit di Roma. Dopo i successi iniziali, evidenziano i due paesi, che hanno rappresentato l'elezione del Congresso generale e la nomina del governo di Ali Zeidan, ''ci rammarichiamo che la transizione politica sia bloccata.

Il deterioramento della situazione di sicurezza rappresenta una minaccia per la riuscita del processo di transizione, la stabilita' della regione, ma anche per l'Europa''.

L'Italia e la Francia riaffermano ''il loro sostegno alle autorita' libiche nel quadro del processo di transizione, rinnovano gli impegni assunti in seno al G8 e alla UE, in particolare con la missione EUBAM Libia, ed esprimono il loro sostegno alla seconda Conferenza internazionale per la Libia nel settore della sicurezza, che sara' ospitata dall'Italia (in data da definire)''. Nell'ottica di rafforzare la visibilita', l'efficacia e l'impatto della PSDC sul terreno, la UE deve riconoscere la banda sahelo-sahariana, compresa la Libia, come una zona prioritaria per gli interessi della sicurezza degli Europei e mettervi in opera un ''approccio globale'' grazie ad azioni civili e militari in sinergia. Analoga considerazione deve essere rivolta alla regione del Corno d'Africa, il cui carattere strategico e' incontrovertibile per i due Paesi.

''Ci rallegriamo del successo della missione europea EUTM Mali - si legge ancora nel documento -, cui contribuiscono i nostri due Paesi, e sosteniamo il prolungamento del suo mandato ed il suo ampliamento alle attivita' dei seguiti.

Inoltre, incoraggiamo la UE ad accelerare i suoi sforzi di pianificazione in vista del dispiegamento, appena possibile, di una missione PSDC civile di formazione e di assistenza a beneficio delle forze di sicurezza interne maliane, poiche' le autorita' maliane ne hanno espresso l'esigenza''. ''Ci rallegriamo dell'avvio della missione EUBAM Libia lo scorso maggio, ma constatiamo con preoccupazione il ritardo accumulato nello stabilimento del quartier generale della missione, cio' che frena la messa in opera delle attivita' del mandato'', prosegue la dichiarazione. Il controllo dei traffici, e dunque delle frontiere libiche, terrestri e marittime, costituira' un fattore chiave nella riuscita dell'azione della UE in tutta la regione, Mali e Niger compresi. A fronte del deterioramento della sicurezza e dell'instabilita' del quadro politico si impone un riorientamento del mandato della missione EUBAM Libia affinche' la sua azione possa essere di beneficio prioritariamente verso gli spazi di confine del Sud e le frontiere marittime.

red-gbt

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