mercoledì 22 febbraio | 19:00
pubblicato il 22/apr/2011 16:01

Iraq/ Papa:Cristiani non migrino, ora dialogo e riconciliazione

Santa Sede in contatto anche con musulmani, aiutare ricostruzione

Iraq/ Papa:Cristiani non migrino, ora dialogo e riconciliazione

Città del Vaticano, 22 apr. (askanews) - Il Papa invita i cristiani dell'Iraq a non lasciare la regione e caldeggia il dialogo e la riconciliazione per fare uscire il paese dalla situazione attuale. Rispondendo alla domanda di un gruppo di cristiani iracheni inviata a 'A sua immagine', che nella trasmissione speciale del venerdì santo gli ha rivolto una sorta di intervista a più voci, Benedetto XVI ha detto: "Vorrei innanzitutto salutare di cuore tutti i cristiani dell'Iraq, nostri fratelli, e devo dire che prego ogni giorno per i cristiani in Iraq. Sono i nostri fratelli sofferenti, come anche in altre terre del mondo, e quindi sono particolarmente vicini al nostro cuore e noi dobbiamo fare, per quanto possiamo, il possibile perché possano rimanere, perché possano resistere alla tentazione di migrare, perché è molto comprensibile nelle condizioni nelle quali vivono. Io direi che è importante che noi siamo vicini a voi, cari fratelli in Iraq, che noi vogliamo aiutarvi, anche quando venite, ricevervi realmente come fratelli. E naturalmente, le istituzioni, tutti coloro che hanno realmente una possibilità di fare qualcosa in Iraq per voi, devono farlo". "La Santa Sede - ha sottolineato ancora il Papa - è in permanente contatto con le diverse comunità, non solo con le comunità cattoliche, con le altre comunità cristiane, ma anche con i fratelli musulmani, sia sciiti, sia sunniti. E vogliamo fare un lavoro di riconciliazione, di comprensione, anche con il governo, aiutarlo in questo cammino difficile di ricomporre una società lacerata. Perché questo è il problema, che la società è profondamente divisa, lacerata, che non c'è più questa consapevolezza: 'Noi siamo nelle diversità un popolo con una storia comune, dove ognuno ha il suo posto'. E devono ricostruire questa consapevolezza che, nella diversità, hanno una storia in comune, una comune determinazione. E noi vogliamo, in dialogo, proprio con i diversi gruppi, aiutare il processo di ricostruzione e - ha concluso Ratzinger - incoraggiare voi, cari fratelli cristiani in Iraq, di avere fiducia, di avere pazienza, di avere fiducia in Dio, di collaborare in questo processo difficile. Siate sicuri della nostra preghiera".

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