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pubblicato il 09/lug/2014 17:59

Ior: Zamagni, nuovo corso avvia processo finanza etica. Va imitato

(ASCA)- Roma, 9 lug 2014 - '' Lo Ior si sta mettendo a capo di un processo di finanza etica che oso sperare possa essere imitato dalle altre banche, specie quelle dei paradisi fiscali''. Cosi', l'economista Stefano Zamagni, in un'intervista rilasciata a Inpiu' ''La situazione - spiega - era divenuta negli ultimi anni insostenibile. Ora lo Ior inizia una nuova via, che e' poi quella originaria quando venne chiamato Istituto per le opere religiose. Le degenerazioni sono arrivate in corso d'opera quando e' stata tradita la missione iniziale. Le cose funzionarono bene fino a quando, a partire dagli anni '80 e' iniziata la finanziarizzazione dell'economia nel mondo e anche lo Ior non ha resistito a quella tentazione. L'argomento utilizzato era che cosi' si ottenevano gli strumenti per finanziare le opere religiose e le chiese povere. Una tendenza neomachiavellica che richiama il famoso adagio ''il fine giustifica i mezzi'.

Ma questo non va bene per le banche e le imprese e a maggior ragione non va bene per la Chiesa. Con la nomina dei nuovi vertici da parte di Bergoglio si chiude il ciclo iniziato con Papa Ratzinger che insedio' il tedesco Von Freyberg. Anche la nomina di Lord Patten alla guida della comunicazione va in questa direzione. Ci voleva un papa come Francesco per portare a termine questa operazione coraggiosa''.

Secondo l'economista, docente all'universita' di Bologna, i vertici della Chiesa negli anni hanno sottovalutato la degenerazione dell'istituto bancario perche' ''i fenomeni legati ai comportamenti devianti in ambito economico-finanziario, non manifestano mai subito le conseguenze negative. Ma questi si accumulano fino al punto in cui si raggiunge la cosiddetta massa critica e gli effetti si manifestano. Chi conosce gli andamenti economici sa che le dinamiche sono sempre state queste, seguono precisi modelli matematico-statistici detti ''modelli a massa critica'. Solo chi ha una visione distorta puo' meravigliarsi del fatto che non ci si rese conto della degenerazione dello Ior. Nessuno si poneva problemi perche' le risorse che servivano per le giuste cause arrivavano con regolarita'''. La Chiesa, osserva Zamagni, ''Ha bisogno di uno Ior che torni alla sua missione iniziale. Infatti il Papa non lo ha voluto chiudere. Non dimentichiamo che le opere di bene non si fanno con le parole, ci vogliono risorse. Il problema e' come ottenerle e con la filantropia tradizionale non si va da nessuna parte. Quindi e' chiaro che di uno Ior che in maniera trasparente ed etica gestisca le risorse, la Chiesa avra' sempre bisogno''. red/mpd

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