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pubblicato il 29/giu/2011 16:09

Internet/ Di Pietro: Agcom prepara offensiva contro libertà rete

Ci opporemo a entrate in vigore il 6 luglio direttiva liberticida

Internet/ Di Pietro:  Agcom prepara offensiva contro libertà rete

Roma, 29 giu. (askanews) - "Zitta, zitta, senza dire niente a nessuno, l'Agcom si prepara a lanciare la prima offensiva in grande stile contro la libertà della Rete. Dal 6 luglio entrerà in vigore una delibera grazie alla quale, se un titolare di copyright denuncerà all'Agcom stessa un sito per violazione del diritto d'autore, l'Autorithy potrà chiedere al gestore la rimozione dei contenuti indicati entro 48 ore, altrimenti il sito potrà essere oscurato senza bisogno di rivolgersi all'autorità giudiziaria". Lo ha denunciato sul suo blog il presidente dell'Italia dei Valori, Antonio Di Pietro. "In questa norma ci sono almeno tre elementi inaccettabili anche per chi, come me, ritiene che il diritto d'autore vada protetto e garantito. Il primo è che non si può oscurare un sito, o rimuovere d'autorità un contenuto, senza che a deciderlo sia l'autorità giudiziaria. In caso contrario, infatti, si affiderebbe all'Authority un potere di censura illimitato e incontrollato. La presenza del giudice garantisce il diritto, la sua assenza, invece, rende possibile, e forse probabile, l'arbitrio. In secondo luogo, la tabella fissata dall'Agcom nega di fatto il diritto alla difesa dei siti 'incriminati'. Con un margine di due giorni, e cinque di contraddittorio prima dell'oscuramento, non ci sarà nemmeno il tempo di preparare le carte per sostenere le proprie ragioni. E che cosa succede se il sito è estero? Con i tempi concessi dall'Agcom non avrebbe nemmeno il tempo di essere avvertito dell'imminente oscuramento! Infine, la regola fissata dall'Authority è cieca. Nel senso che non fa distinzione tra i differenti siti. Come se una banca dati o un sito privato fossero la stessa cosa, o come se si potessero valutare allo stesso modo un sito costruito a scopo di lucro e uno che quello scopo non ce l'ha". "C'è poi un ulteriore motivo - ha affermato ancora Di Pietro- per opporsi a questa delibera liberticida. Decisioni di questa portata, nelle democrazie parlamentari, spettano alle Camere, che invece non sono state neppure consultate. E comunque andrebbero prese di comune accordo con le parti interessate. Invece l'Agcom ha scritto il regolamento ascoltando solo la lobby dei titolari dei diritti, escludendo dalla concertazione gli utenti e le associazioni per le libertà digitali. Su questo ho già chiesto al ministro Romani una risposta e, come IdV, abbiamo presentato un'interrogazione al Presidente del Consiglio dei Ministri. Credo, quindi, che si debba aderire a qualsiasi forma di protesta che miri a bloccare questa norma e a difendere la libertà della Rete, che è la chiave stesa della democrazia del futuro".

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