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pubblicato il 14/nov/2013 18:20

Internet: Boldrini, social media non siano territorio di rapina

Internet: Boldrini, social media non siano territorio di rapina

(ASCA) - Roma, 14 nov - ''Internet e' il piu' grande spazio pubblico mai esistito. E' una occasione senza precedenti di conoscenza, di informazione, di esercizio di diritti civili e politici. Ma, come in ogni spazio pubblico, anche in questo si esercita un conflitto tra diritti delle persone e poteri che si organizzano. I fatti di queste settimane dimostrano quanto siano vulnerabili, anche grazie alle nuove tecnologie, i dati personali dei cittadini e perfino quelli di importanti personalita' di governo e istituzionali. I social media non devono mai trasformarsi in un territorio di rapina, dove le informazioni che riguardano le singole persone diventano, senza alcun consenso preventivo, proprieta' di qualcuno interessato soltanto a realizzare profitti. La difesa dei diritti delle persone va esercitata in ogni spazio pubblico: oggi anche sulla Rete''. Lo afferma la presidente della Camera, Laura Boldrini intervenendo al convegno ''Dialogo sull'informazione'' a Palazzo Giustiniani, organizzato da Ossigeno per l'informazione e Open Media coalition.

''Noi cittadini italiani ed europei dovremmo essere molto sensibili a questo argomento, perche' il diritto alla protezione dei dati personali e' scritto tra i principi fondamentali sia della Costituzione italiana che della Carta dei diritti dell'Unione Europea - ha aggiunto Boldrini -.

Difendere il diritto alla privacy significa anche difendere la dignita' delle persone da atteggiamenti discriminatori, da minacce, dal ''cyberbullismo'' di cui spesso ci parlano le cronache. Proprio perche' considero preziosa la liberta' d'espressione che la rete garantisce, penso che i nostri ragazzi debbano essere ascoltati, quando ci dicono che tra i loro timori piu' grandi c'e' quello di essere dileggiati via web''. ''Vorrei che non dimenticassimo, da genitori, da operatori della comunicazione, da sostenitori della liberta' della rete - ha concluso la terza carica dello Stato - i casi drammatici in cui proprio lo spazio libero della socializzazione e' stato usato per gettare ragazze e ragazzi indifesi nella piu' disperata solitudine. So che porre una esigenza di regolamentazione fa sorgere altre preoccupazioni. Ma la liberta' non puo' trasformarsi per nessuno, neanche per una sola persona, nel suo contrario. Altrimenti nega se stessa.

Per questo, quando si usa la rete per controllare la vita delle persone o per offenderne la dignita', non penso proprio che si possa rimanere con le mani in mano. Sono argomenti delicati, lo so. Ma molti degli interlocutori di oggi hanno il ruolo, le competenze, la sensibilita' per indicare le possibili soluzioni''.

njb

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