venerdì 20 gennaio | 13:40
pubblicato il 04/ott/2011 21:40

Intercettazioni/ Wikipedia protesta on line: stop in Italia

Se passa la norma sui blog addio enciclopedia on line

Intercettazioni/ Wikipedia protesta on line: stop in Italia

Roma, 4 ott. (askanews) - Stop per protesta contro la nuova vesrione della legge sulle intercettazioni, con particolare riferimento alla cosidetta 'norma anti blog, che da domani sarà al voto in aula Camera. Sul sito della encicopledia on line fai da te appare da stasera solo una lettera aperta firmata dagli "utenti di Wikipedia" che denuncia la fine del servizio se le nuove norme saranno approvate. "Cara lettrice, caro lettore, in queste ore Wikipedia in lingua italiana - è scritto- rischia di non poter più continuare a fornire quel servizio che nel corso degli anni ti è stato utile e che adesso, come al solito, stavi cercando. La pagina che volevi leggere esiste ed è solo nascosta, ma c'è il rischio che fra poco si sia costretti a cancellarla davvero. Il Disegno di legge - Norme in materia di intercettazioni telefoniche etc., p. 24, alla lettera a) recita: 'Per i siti informatici, ivi compresi i giornali quotidiani e periodici diffusi per via telematica, le dichiarazioni o le rettifiche sono pubblicate, entro quarantotto ore dalla richiesta, con le stesse caratteristiche grafiche, la stessa metodologia di accesso al sito e la stessa visibilità della notizia cui si riferiscono'". "Negli ultimi 10 anni -prosegue la denuncia on line- Wikipedia è entrata a far parte delle abitudini di milioni di utenti della Rete in cerca di un sapere neutrale, gratuito e soprattutto libero. Una nuova e immensa enciclopedia multilingue, che può essere consultata in qualunque momento senza spendere nulla. Oggi, purtroppo, i pilastri di questo progetto ? neutralità, libertà e verificabilità dei suoi contenuti ? rischiano di essere fortemente compromessi dal comma 29 del cosiddetto DDL intercettazioni. Tale proposta di riforma legislativa, che il Parlamento italiano sta discutendo in questi giorni, prevede, tra le altre cose, anche l'obbligo per tutti i siti web di pubblicare, entro 48 ore dalla richiesta e senza alcun commento, una rettifica su qualsiasi contenuto che il richiedente giudichi lesivo della propria immagine". E "purtroppo, la valutazione della "lesività" di detti contenuti non viene rimessa a un Giudice terzo e imparziale, ma unicamente all'opinione del soggetto che si presume danneggiato". Quindi, in base al comma 29, "chiunque si sentirà offeso da un contenuto presente su un blog, su una testata giornalistica on-line e, molto probabilmente, anche qui su Wikipedia, potrà arrogarsi il diritto ? indipendentemente dalla veridicità delle informazioni ritenute offensive ? di chiederne non solo la rimozione, ma anche la sostituzione con una sua "rettifica", volta a contraddire e smentire detti contenuti, anche a dispetto delle fonti presenti". (segue)

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