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pubblicato il 24/giu/2011 21:30

Intercettazioni/ Segnali Pd: "Ma non è apertura, ritirino testo"

Finocchiaro: "Non si può invocare il bavaglio per la stampa

Intercettazioni/ Segnali Pd: "Ma non è apertura, ritirino testo"

Roma, 24 giu. (askanews) - Il Pd apre sulle intercettazioni. Anzi no, ma è pronto a discutere se il centrodestra ritira il proprio testo e accetta il principio di non intaccare in alcun modo l'uso di questo strumento da parte dei magistrati. Le parole pronunciate oggi pomeriggio da Pier Luigi Bersani ("Pronti a discutere, a partire dalle nostre proposte") sono state subito lette come un'apertura da parte del ministro della Giustizia Angelino Alfano e questo ha creato perplessità tra i democratici e spinto alla fine il partito ad una precisazione: "Nessuna apertura". "Noi - aveva spiegato Bersani rispondendo ai giornalisti - abbiamo una posizione, abbiamo presentato già da tempo un ddl che porta il problema alla fonte, con meccanismi per cui non vengano divulgate intercettazioni che non ha senso divulgare, che incidono sulla privacy senza avere attinenza con le indagini". Insomma, se si ragiona su queste linee, il Pd è pronto a confrontarsi. Bersani ha richiamato il testo Finocchiaro-Casson presentato in Senato all'inizio della legislatura: nella relazione del ddl si legge che "va garantito da parte del legislatore il ricorso a tale mezzo d'indagine, nei limiti di ammissibilità riconosciuti e fissati dalla normativa in vigore", e che "il problema semmai è e rimane quello di evitare che atti coperti dal segreto o atti riferiti a terze persone inconsapevoli e a circostanze e fatti del tutto estranei al procedimento possano finire nel tritacarne dei mezzi di comunicazione". Insomma, una riproposizione della linea classica del partito. Ma è chiaro che le parole del segretario, andate su tutti i Tg, hanno avuto l'effetto di una 'apertura' dei democratici. Apertura che molti nel partito, a cominciare da Rosy Bindi, non considerano affatto opportuna. "Se dovesse trattarsi di una legge bavaglio il Pd non sarà mai disponibile. Non sbracheremo, siamo al di sopra di ogni sospetto", ha detto a Repubblica Tv a proposito delle misure sulle intercettazioni annunciate dal Governo. E anche l'ala più vicina alle ragioni dei magistrati nel partito, da Donatella Ferranti alla stessa Anna Finocchiaro promotrice del ddl al Senato, ritengono che questo non sia un tema da affrontare ora: "E' comprensibile che di fronte ai contenuti delle ultime intercettazioni la maggioranza e il governo siano in imbarazzo. Tuttavia non si può invocare a piacimento il bavaglio per la stampa, così come non esiste l'ipotesi di un decreto sulle intercettazioni". Quando Bersani ha visto Alfano complimentarsi per "l'apertura" sulle intercettazioni, ha deciso di intervenire: ha chiamato il responsabile giustizia Orlando e ha deciso di correggere la linea. "Il segretario Bersani - ha detto Orlando - ha oggi confermato la nostra posizione sulle intercettazioni nota da tempo che di certo non rappresenta una apertura".

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