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pubblicato il 30/ago/2014 15:35

Intercettazioni: Fnsi, non accetteremo limiti a diritto cronaca

(ASCA) - Roma, 30 ago 2014 - "Non sara' mai un politico infastidito a decidere cosa si pubblica sui media e cosa no. Sulla pubblicazione delle notizie contenute in atti giudiziari fa bene il ministro Orlando a scegliere la via della cautela e dell'ulteriore approfondimento. Nessuno testo legislativo che limiti l'esercizio del dovere di cronaca potra' mai essere accolto dai giornalisti italiani, ne' dalla vasta maggioranza dei cittadini che ha a cuore le proprie liberta' e i propri diritti essenziali essenziali cosi' come dichiarato dalla Convenzione e dalla Corte europea dei diritti dell'uomo. Nessuna norma che dovesse apparire censoria sara' mai accettata in silenzio dagli organismi di categoria dei giornalisti, ne' dalla comunita' civile". E' quanto si afferma in una nota della Fnsi, il sindacato dei giornalisti, a proposito della delega al governo per regolare la pubblicazione delle intercettazioni. "I giornalisti non accetteranno comunque di essere presi a bersaglio da colpire. La materia delle intercettazioni ha diverse sfaccettature. Non puo' essere condizione di bavagli ne' di autocensura", prosegue la nota, in cui si ricorda che "negli atti parlamentari delle ultime due legislature ci sono ipotesi rilevanti per il corretto utilizzo di questi atti nel rispetto dei compiti della Giustizia affidati alla magistratura, del diritto dei cittadini a una piena e corretta informazione, della tutela della dignita' della persona". "Dispiace che qualche politico affronti un tema cosi' delicato come se stesse giocando alla lotteria, cercando di conquistare il segnapunti. Il confronto sia vero e con tutti i soggetti interessati. Si parli seriamente e si dica se si vuol ragionare o meno di udienza filtro, su cui Fnsi, Unione Cronisti e Ordine dei Giornalisti si sono dichiarati d'accordo da tempo, proprio per evitare che nelle trascrizioni delle intercettazioni rimangano nomi e frasi di terzi estranei. Ma, intanto, va ricordato che se negli atti giudiziari ci sono notizie di interesse pubblico ancorche' non di reato, il giornalista che ne viene a conoscenza ha il dovere di rendere note, come sancito dalla giurisprudenza della Corte di Strasburgo. Con l'accortezza da parte dei giornalisti di non essere 'registratori' passivi o peggio porta parola di interessi terzi". Dunque la Fnsi "seguira' con molta attenzione gli sviluppi della vicenda, conferma propria disponibilita' al confronto serio e di merito e decidera' le sue iniziative in armonia con gli organismi internazionali dei giornalisti, dedicando al tema un'apposita sessione dei lavori della prossima riunione della Giunta Esecutiva". pol/tmn

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