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pubblicato il 21/set/2015 19:13

Intercettazioni alla prova del voto Camera, M5s: sarà battaglia

Il governo dice no all' udienza filtro. I grillini: Renzi vuol punire i giornalisti liberi

Intercettazioni alla prova del voto Camera, M5s: sarà battaglia

Roma, 21 set. (askanews) - Si consuma in aula alla Camera l'ultimo atto sulle intercettazioni: l'assemblea conclude domani l'esame della riforma del processo che, tra le altre cose, delega il governo a mettere mano alla disciplina sugli ascolti. Su questo punto, la novità è la marcia indietro dell'esecutivo sull'udienza di selezione delle conversazioni rilevanti che verrà soppressa dal testo.

La modifica sarà apportata, salvo sorprese, attraverso un emendamento messo a punto dalla presidente della commissione Giustizia e relatrice del testo, Donatella Ferranti (Pd), e che verrà sottoposto, col parere favorevole del governo, domani mattina al comitato dei nove convocato per le 10. Da qui sarà portato in aula, prevista per le 11, come proposta di modifica della commissione per l'ok definitivo. Fare un'udienza di selezione delle intercettazioni da usare per disporre misure cautelari avrebbe comportato, infatti, la situazione bizzarra di convocare, prima dell'arresto, l'avvocato difensore della persona da arrestare. Quindi via la parola udienza, resta la selezione che in sede di decreto legislativo si deciderà come fare.

"E' una delega in bianco", insiste Vittorio Ferraresi, capogruppo M5S in Commissione e relatore di minoranza, che promette battaglia "anche se c'è rimasta mezz'ora per intervenire in aula" visti i tempi contingentati. E non gli basta l'ipotesi Ferranti di dare parere favorevole a un emendamento pentastellato: "Ci saremmo aspettati una maggiore solidarietà nella nostra battaglia da quelle categorie colpite da questo ddl". Il riferimento è ai giornalisti: "Li sanzioneranno, questo è sicuro, perché lo hanno detto. I miei emendamenti escludono le sanzioni ai cronisti ma saranno bocciati e nel decreto attuativo le sanzioni ci saranno", avverte Ferraresi che la scorsa settimana aveva convocato una conferenza stampa per denunciare "la legge vergogna", affiancato dal presidente dell'ordine dei giornalisti, Enzo Iacopino.

Concluso l'esame degli emendamenti, mercoledì mattina intorno alle 11 è previsto il voto finale di Montecitorio sulla riforma del processo e sulle nuove norme sulle intercettazioni.

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