martedì 24 gennaio | 00:43
pubblicato il 04/set/2015 21:43

Insegnanti contestano ministro Giannini a Festa Unità Milano

"Riforma genera consenso più silenzioso e meno organizzato"

Insegnanti contestano ministro Giannini a Festa Unità Milano

Milano, 4 set. (askanews) - Una quarantina di insegnanti del Coordinamento lavoratori della scuole "3 ottobre" hanno contestato il ministro dell'Istruzione Stefania Giannini interrompendola più volte durante un dibattito in corso alla Festa dell'Unità nazionale di Milano.

"Senza costratto di lavoro, senza sussidio di disoccupazione, senza futuro", si legge su uno dei cartelli issati dagli insegnanti. E ancora: "Gianni dimettiti"; "vogliamo assunzioni, non vogliamo propaganda". La riforma della scuola, ha replicato il ministro, "genera un consenso più silenzioso e molto meno organizzato di quello che stasera abbiamo qui".

Le prime proteste da parte del gruppo di insegnanti sono partite quando il ministro ha rivendicato la firma, oggi, di quello che ha definito "il primo atto importante", il "decreto sull'attuazione dell'alteranza scuola-lavoro", attraverso l'implementazione "di laboratori per reti di scuole che coinvolgono" anche il mondo imprenditoriale del territorio e per dare agli studenti la possibilità di uno sbocco concreto agli studi. "Mi sento profondamente orgogliosa di aver portato questo cambiamento nella scuola", ha detto il ministro. "Il nostro obiettivo era di cambiare una parte del livello organizzativo, aggiornare il livello educativo e soprattutto dire che l'istruzione è al centro" della politica del governo", ha aggiunto Giannini, ricordando che con la Legge di stabilità sono stati stanziati 4 miliardi di euro aggiuntivi, uno lo scorso anno e 3 a regime per i successivi. "Dalla grande svolta che è stata fatta da questo cambiamento di rotta ci aspettavamo un incoraggiamento, ma così non è stato", ha detto il ministro.

"Il Ddd 'la Buona scuola' - si legge in un volantino diffuso dagli insegnanti, trasformerà le scuole italiane in vere e proprie aziende gestite da presidi-manager liberi di assumere e licenziare i docendi e condizionare la didattica, mentre gli organi collagiali saranno svuotati di ogni potere decisionale".

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