sabato 21 gennaio | 21:32
pubblicato il 24/gen/2014 15:16

Infrastrutture/Senato: riforma porti, avviato esame emendamenti

(ASCA) - Roma, 24 gen 2014 - Ha preso il via il 22 gennaio l'esame degli emendamenti al ddl di riforma della legislazione in materia portuale da parte della commissione Lavori pubblici, comunicazioni del Senato. Le proposte di modifica, pero', non potranno essere votate finche' non saranno arrivati i pareri in sede consultiva delle altre commissioni, in particolare la Bilancio. La seduta e' stata dedicata a una rapida illustrazione degli emendamenti riferiti ai primi sette articoli che intervengono in materia di classificazione dei porti, piani regolatori portuali, recupero materiali di dragaggio, recupero di aree per lo sviluppo della nautica da diporto, ridefinizione dell'Autorita' portuale. Su questo punto, il senatore del Pd Marco Filippi, in qualita' di relatore, ha presentato un emendamento che mira a escludere le Autorita' portuali dai provvedimenti di revisione della spesa e a sottrarle dall'elenco delle pubbliche amministrazioni redatto annualmente dall'Istat. Un'istanza, ha spiegato Filippi, piu' volte richiesta dalle Autorita' e dai sindacati. Le Autorita' portuali ''sono sottoposte a una vigilanza severa da parte del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, che contiene entro limiti ben precisi le loro dotazioni organiche e impone l'obbligo dell'equilibrio economico-finanziario.

L'applicazione indiscriminata degli tagli della spending review, pertanto, oltre a essere incongrua, ha determinato anche la richiesta di restituzione a carico dei dipendenti degli incentivi di produttivita' precedentemente erogati loro in virtu' della contrattazione decentrata''. Incentivi concordati tra le Autorita' e il Mit e poi censurati dal Mef.

''Si tratta, quindi, di porre rimedio a una vicenda molto complessa'', ha concluso Filippi. Contrario a questa proposta di modifica il senatore del M5S Andrea Ciuffi. A suo avviso, ''essendo le Autorita' portuali enti pubblici non economici sovvenzionati in parte dallo Stato, sarebbe illogico escluderli dall'elenco delle pubbliche amministrazioni dell'Istat''. lcp/red/ss

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