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pubblicato il 07/feb/2014 10:43

Infrastrutture/Camera: il punto sull'attuazione della ''legge obiettivo'

(ASCA) - Roma, 7 feb 2014 - L'evoluzione del programma delle infrastrutture strategiche dal 2002 al 2013 e' stato oggetto dell'ottavo Rapporto sulla legge obiettivo, esaminato dalla commissione Ambiente della Camera il 4 febbraio. Il rapporto - elaborato dal Servizio Studi della Camera, su mandato della stessa commissione, in collaborazione con l'Autorita' per la vigilanza sui contratti pubblici e l'istituto di ricerca Cresme - fornisce, come ha spiegato il presidente Ermete Realacci, un'analisi approfondita sullo stato di attuazione delle infrastrutture strategiche in Italia con dati ed elementi di informazione aggiornati al 31 ottobre 2013. L'analisi - di cui e' stata illustrata una sintesi - prende in considerazione 1.359 lotti, tra opere, interventi, sottointerventi e ulteriori dettagli, relativi alle 403 infrastrutture al netto di cinque procedimenti interrotti, il cui costo complessivo presunto di realizzazione e' pari a 375,3 mld di euro. Rispetto al totale delle infrastrutture comprese nel programma il valore delle 199 opere deliberate dal CIPE, ovvero con progetto preliminare o progetto definitivo e quadro finanziario approvati, e' di 141 mld di euro, pari al 38 % del costo dell'intero Programma. L'analisi dei costi e delle disponibilita' finanziarie (pubbliche e private) evidenzia risorse disponibili pari a 163,3 mld di euro che consentono una copertura finanziaria pari al 44% del costo dell'intero Programma e un fabbisogno residuo di 212 mld.

Il partenariato pubblico e privato si conferma come un'opportunita' indispensabile per la realizzazione di una parte importante del Programma, ma, ''nonostante sia in atto la rivisitazione di tutte le procedure e le norme che regolano questa modalita' di finanziamento per facilitare il suo utilizzo, persistono ancora problematicita' che ne determinano rallentamenti nell'attuazione''. Per quanto riguarda la tipologia delle opere il Programma contempla prevalentemente strade, ferrovie e metropolitane. Alle infrastrutture per il trasporto, (strade, ferrovie, metropolitane, porti, aeroporti, interporti), e' riconducibile il 95% dei costi e il 57% delle opere. Rispetto al costo dell'intero Programma le opere stradali rappresentano il 48% del totale, pari a circa 178,5 mld; le opere ferroviarie rappresentano il 39%, pari a 146 mld, e le metropolitane poco piu' del 6 % (24,2 miliardi), mentre le opere idriche appena l'1,6 per cento (5,9 miliardi). Un altro 1,5 per cento spetta al MOSE (5,5 mld) e l'1,4% ai porti (5,1 mld). Il restante 2,7 per cento (meno di 10 mld) spetta all'edilizia, al comparto energetico e ad altre tipologie di opere. Nell'ultimo aggiornamento, ''emerge una particolare attenzione nei confronti dei nodi e quindi agli investimenti volti a interconnettere reti, porti, aeroporti, interporti e grandi sistemi urbani''. L'approvazione definitiva del pacchetto di direttive che va a modificare la disciplina degli appalti pubblici e delle concessioni - si legge nella sintesi - puo' offrire una occasione importante di rivisitazione generale della normativa nazionale, che potrebbe incrociarsi con il dibattito sull'eventuale revisione della ''legge obiettivo''.

lcp/gbt

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