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pubblicato il 16/ott/2011 19:56

Indignati/Scontro maggioranza-opposizione,Maroni martedì in Aula

Tensione governo, Mantovano e Crosetto: rivedere tagli sicurezza

Indignati/Scontro maggioranza-opposizione,Maroni martedì in Aula

Roma, 16 ott. (askanews) - All'indomani delle devastazioni che hanno sconvolto Roma, si accende la polemica tra gli schieramenti politici in merito alle responsabilità delle violenze ieri al corteo degli indignati. Il ministro degli Interni Roberto Maroni, che riferirà in Senato dopodomani, parla di "rischio concreto che ci scappasse il morto" e promette "punizioni esemplari" per i responsabili. Stessi toni da parte del ministro della Difesa Ignazio La Russa che pure afferma che ieri "qualcuno cercava il morto". L'opposizione invece abbozza un attacco al titolare del Viminale che ieri si trovava a casa sua a Varese e da lì ha seguito gli eventi. "Maroni si assuma le sue responsabilità", dicono dall'Idv. Per Roberto Menia del Fli i responsabili sono entrambi: "Maroni e La Russa". "I violenti girano per l'Italia indisturbati, il governo spieghi", chiede il Pd che con il segretario Pierluigi Bersani sottolinea il rischio che alcuni "provocatori vogliono farci fare la fine della Grecia", per impedirlo "dobbiamo rimettere in cammino la dignità dell'Italia". Le critiche dell'opposizione alludono alla necessità di un cambio di governo, vista come chiave per risollevare il quadro anche sociale del paese. "Il premier non è all'altezza della situazione", dice il leader dell'Udc Pier Ferdinando Casini dando ragione a Mario Monti, professore più volte indicato come possibile guida di un eventuale governo di transizione, che oggi con un editoriale sul Corriere della Sera invita Silvio Berlusconi a dimettersi per "evitarci almeno il disastro...". Da parte sua, il Pdl affonda il coltello nella vicinanza tra la piazza e la sinistra. Per il capogruppo del Pdl al Senato, Maurizio Gasparri, "le violenze sono alimentate da cattivi maestri". Il suo omologo alla Camera Fabrizio Cicchitto contesta le affermazioni di chi - come Nichi Vendola - sostiene che ieri ci sono stati "due cortei, uno dei black bloc e uno pacifico". Invece, "c'è stato un solo corteo - dice Cicchitto - da cui entravano e uscivano i violenti e gli organizzatori hanno chiuso gli occhi". La maggioranza però se la prende anche con Mario Draghi, governatore uscente di Bankitalia per quelle frasi di comprensione dei manifestanti pronunciate ieri mattina, seguite comunque dalla condanna delle violenze nel pomeriggio. L'apocalittica giornata del 15 ottobre finisce insomma per acuire le tensioni intorno al governo, che solo venerdì scorso ha incassato un'altra fiducia. I sottosegretari Mantovano e Crosetto chiedono al ministro Tremonti di rivedere i tagli alla sicurezza. E la settimana che si apre domani sarà cruciale per il varo del dl sviluppo, che Berlusconi ha promesso al Quirinale in tempi brevi ma che ancora stenta a vedere la luce. Ad inasprire il clima, torna anche lo scontro intorno a Fini, che oggi da Napoli ha chiesto le dimissioni del governo e in particolare del ministro Saverio Romano, indagato per mafia. Pdl e il gruppo di maggioranza Popolo e territorio lo coprono di attacchi: "L'unico che deve dimettersi è lui", in quanto, tuona il segretario Angelino Alfano, "piega la presidenza della Camera a fini elettorali".

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