martedì 28 febbraio | 16:24
pubblicato il 28/set/2016 18:53

Incontro Berlusconi-Salvini-Meloni: forte impegno no referendum

"Non ci sarà un salto nel buio né fine del processo riformatore"

Incontro Berlusconi-Salvini-Meloni: forte impegno no referendum

Roma, 28 set. (askanews) - I leader delle maggiori forze politiche del centrodestra, Silvio Berlusconi, presidente di Forza Italia, Giorgia Meloni, presidente di Fratelli d'Italia e Matteo Salvini, segretario Federale della Lega Nord, si sono incontrati questo pomeriggio a Milano per fare il punto sulla situazione politica e sulle imminenti scadenze, a partire dal referendum sulla riforma istituzionale che si svolgerà il prossimo 4 dicembre.

I tre leader - si legge in una nota - hanno concordato sulla necessità di un forte impegno del centrodestra, unito nella battaglia contro una falsa riforma, che non riduce i costi della politica, non rende le istituzioni più efficienti, ma limita gli spazi di democrazia nel paese e rischia di affidare a una minoranza non rappresentativa poteri illimitati, senza adeguati controlli e contrappesi.

E' il contrario - si precisa ancora nel comunicato - di quello di cui l'Italia ha bisogno: istituzioni efficienti, nelle quali finalmente i cittadini possano di nuovo riconoscersi, dopo anni di governi che non hanno mai ricevuto il voto degli italiani. La vittoria del no non sarà un salto nel buio, né la fine di un processo riformatore. Al contrario, creerà le condizioni perché si possa parlare di riforme vere: i tre partiti si impegnano fin d'ora a farsi promotori di una nuova riforma costituzionale che - introdurrà il presidenzialismo con l'elezione diretta del Capo dello Stato; - imporrà il vincolo di mandato ai parlamentari (chi cambia idea deve dimettersi); - taglierà davvero, "dimezzandoli", costi e numero dei parlamentari; - differenzierà seriamente il ruolo fra Camera e Senato; - riorganizzerà lo Stato sulla base di un federalismo capace di valorizzare le comunità territoriali; - riconoscerà al popolo il diritto di esprimersi ogni qualvolta i trattati internazionali prevedano cessione di sovranità.

(segue)

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