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pubblicato il 24/gen/2014 14:35

Imu-Bankitalia: martedi' voto finale Dl. Le misure

(ASCA) - Roma, 24 gen 2014 - Nessuna modifica in seconda lettura per il cosiddetto decreto Imu-Bankitalia, sul quale oggi il governo, tra le animate proteste dei deputati del M5S, ha incassato la fiducia alla Camera sara' sottoposto al voto finale nelle giornate di lunedi' e martedi' prossimo prima di essere definitivamente convertito in legge. Il provvedimento prevede norme che riguardano tre diversi temi.

Il primo e' l'abolizione della seconda rata dell'Imu sulla prima casa per il 2013 e il pagamento della mini-Imu (in scadenza proprio nella giornata di oggi), per il quale le coperture ammontano a 2,164 miliardi di euro, quanto serve a rimborsare ai Comuni il minor gettito dell'Imposta municipale. Lo stop al pagamento della rata comprende anche l'unico immobile posseduto e non locato dal personale in servizio delle Forze armate e di polizia, dei Vigili del fuoco e della carriera prefettizia, i terreni agricoli, quelli non coltivati, posseduti e condotti dai coltivatori diretti e dagli imprenditori agricoli professionali iscritti nella previdenza agricola. Esclusi invece dal provvedimento i fabbricati di lusso, le unita' immobiliari appartenenti alle cooperative edilizie a proprieta' indivisa adibite ad abitazione principale dei soci assegnatari, gli alloggi assegnati dagli IACP ed enti assimilati e la casa coniugale in caso di separazione. Il pagamento della mini-Imu riguarda invece tutti quei contribuenti che risiedono nei circa 2.500 Comuni che, nel 2013, avevano deciso l'innalzamento dell'aliquota rispetto al 4 per mille di base. L'importo da pagare e' dato dal 40% della differenza tra la cifra che avrebbero dovuto pagare in base all'aliquota maggiorata e quella calcolata sull'aliquota di base. Il secondo capitolo del provvedimento prevede invece la rivalutazione a 7,5 miliardi delle quote di Bankitalia. Ai quotisti saranno attribuiti esclusivamente dividendi annuali, per un importo non superiore al 6 per cento del capitale.

Banche, imprese di assicurazione e riassicurazione, fondazioni bancarie, enti e istituti di previdenza ed assicurazione, fondi pensione, che hanno sede legale e amministrazione in Italia possono detenere direttamente o indirettamente non piu' del 3% del capitale. A Bankitalia, inoltre, e' data la possibilita' di acquistare in via temporanea le proprie quote. Tra le principali modifiche approvate in prima lettura al Senato, quelle che riguardano proprio Banca d'Italia. In prima lettura al Senato e' stato inoltre ridotto il tetto alle quote di capitale dal 5% al 3%, sono state introdotte norme che rafforzano 'l'italianita'' dei quotisti ed e' stato allungato da 24 a 36 mesi il periodo per adeguare le quote di partecipazione alle nuove regole. Il terzo capitolo riguarda la dismissione degli immobili pubblici. Le norme servono ad assicurare le entrate stimate, consentendo inoltre agli acquirenti di sanare eventuali irregolarita' edilizie. Il ministero dei Beni culturali, di concerto con il ministro dell'Economia, individuera' i beni di rilevante interesse da mantenere nella proprieta' dello Stato e l'Agenzia del demanio potra' sospendere le eventuali procedure di dismissione. Regioni, enti locali e associazioni potranno segnalare casi particolari di immobili da salvaguardare.

Proprio il coesistere in uno stesso provvedimento di tre argomenti apparentemente senza nessuna inerenza tra loro, ha sollevato le proteste dell'opposizione, soprattutto per la contemporaneita' dei provvedimenti su Imu e Bankitalia. In particolare il Movimento 5 Stelle accusa il governo di 'avere fatto un ingente 'regalo' alle banche quotiste, in cambio del denaro da loro esborsato a copertura del mancato gettito causato dall'abolizione dell'Imu, attraverso l'aumento dell'aliquota Ires e degli acconti. Dal canto loro, governo e maggioranza sostengono che la rivalutazione e' un provvedimento di sistema e che servira' alle banche per affrontare meglio gli stress test europei per Basilea 3. Durante i lavori in commissione i deputati del M5S hanno chiesto di eliminare dal decreto l'intero capitolo su Bankitalia, mentre la maggioranza e' riuscita ad ottenere che non venissero apportate modifiche al testo gia' emendato in Senato, anche a causa della data di scadenza del provvedimento, il 29 gennaio. Unanime pero' l'esigenza di perfezionare le norme per la rivalutazione delle quote della Banca centrale, cosi' che, durante un'audizione, il ministro dell'Economia, Fabrizio Saccomanni, ha mostrato un apertura alle richieste dei parlamentari di modificare le norme in un successivo provvedimento.

sgr/cam

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