giovedì 19 gennaio | 16:21
pubblicato il 29/gen/2014 21:16

Imu-Bankitalia: Franceschini, senza conversione tasse e caos fiscale

(ASCA) - Roma, 29 gen 2014 - La mancata conversione del decreto-legge sull'IMU avrebbe determinato ''il venir meno, con efficacia retroattiva, delle disposizioni che hanno stabilito l'abolizione della seconda rata dell'imposta e il versamento della cosiddetta 'mini-IMU'''. A stretto rigore, quindi, sarebbe tornata ad ''essere dovuta per intero la seconda rata dell'IMU riferita all'anno 2013, con l'obbligo per i contribuenti di provvedervi nell'esercizio finanziario in corso''. Lo spiega il ministro per i rapporti con il Parlamento, Dario Franceschini, in una nota.

Ci sarebbero state ''gravi problematiche fiscali anche a livello locale, prosegue Franceschini, perche' sarebbero ''venute meno, sempre con effetto retroattivo, le disposizioni di carattere fiscale volte ad assicurare la copertura finanziaria della soppressione della seconda rata IMU''. In particolare, spiega il ministro, ''non avrebbe piu' avuto alcuna base normativa l'incremento degli acconti IRES e IRAP, pari a circa 1.500 milioni di euro, applicato nel 2013 ai soggetti esercenti attivita' assicurativa e agli enti creditizi e finanziari, che verrebbero quindi registrati dall'ISTAT come prestiti forzosi, in quanto non correlati ad un aumento d'imposta''.

Analoga riclassificazione, dice ancora Franceschini, avrebbe subito ''l'acconto versato dai sostituti di imposta sui risultati della gestione di portafoglio, pari a circa 670 milioni di euro. Ugualmente non sarebbe piu' dovuta neppure l'addizionale IRES, introdotta dal decreto-legge in questione per l'anno 2014''. Gli acconti gia' versati dagli intermediari finanziari sull'amministrato e per l'IRES nel 2013 sarebbero stati ''riacquisiti a saldo nel 2014, determinando una perdita di gettito che, in assenza del ripristino dell'IMU, sarebbe risultata priva di copertura finanziaria''. Franceschini rammenta inoltre che ''e' gia' stata disposta l'erogazione ai Comuni di quote compensative del minor gettito derivante dalla soppressione dell'IMU e che e' gia' stato effettuato il pagamento della cd 'mini IMU'''.

''In considerazione delle riclassificazioni suddette, occorre sottolineare che il deficit per l'anno 2013 risulterebbe superiore al 3 per cento del PIL, con conseguenze rilevanti per il nostro Paese sia nei rapporti con l'Unione europea, sia sotto il profilo del costo del debito pubblico''. La decadenza del decreto, inoltre, avrebbe posto ''nel nulla la riforma del proprio statuto gia' posta in essere dalla Banca d'Italia e recepita in un decreto del Presidente della Repubblica. Le conseguenze si estenderebbero all'aumento di capitale e alle disposizioni che disciplinano l'approvazione del bilancio della stessa Banca d'Italia. La Banca non avrebbe piu' certezze in merito alla disciplina normativa del proprio bilancio e risulterebbe inadempiente rispetto agli obblighi di comunicazione ai quali e' tenuta nell'ambito del Sistema Europeo delle Banche Centrali.

Daremmo in tal modo, a livello europeo e internazionale - non ha dubbi Franceschini - l'immagine di un Paese incapace di tutelare l'istituzione preposta alla tutela del credito e del risparmio e componente dell'Eurosistema; tutto cio' all'avvio della vigilanza unica e nonostante il via libera della Banca centrale europea alla riforma. D'altra parte, le banche partecipanti al capitale della Banca d'Italia non potrebbero ne' effettuare la rivalutazione delle quote con la delibera del bilancio 2013, ne' beneficiare dell'accresciuta patrimonializzazione e quindi espandere la loro attivita' di erogazione del credito. Verrebbe meno, per le stesse banche, la possibilita' di applicare l'imposta sostitutiva del 12 per cento, che andrebbe a beneficio dell'erario. Effetti negativi anche sull'operazione di dismissione immobili pubblici Risulterebbe, infine, privata della necessaria disciplina normativa l'operazione di dismissione degli immobili pubblici posta in essere dallo Stato nei confronti di Cassa depositi e prestiti, per un valore di circa 500 milioni di euro''.

com-sgr/fdv

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