sabato 10 dicembre | 18:22
pubblicato il 24/gen/2014 12:07

Imu-Bankitalia: Capezzone (FI), no fiducia a governo

(ASCA) - Roma, 24 gen 2014 - ''Il Governo aveva promesso la cancellazione totale della tassazione sull'abitazione principale. Dati e fatti alla mano, invece, come evidenziato dal decreto che stiamo discutendo oggi in aula, e come testimonia il fatto che proprio entro oggi i cittadini sono chiamati a versare la cosiddetta ''mini-Imu'', lasciati fino all'ultimo nell'incertezza sull'importo, il Governo non e' riuscito ad eliminare totalmente l'Imu sulla prima casa nemmeno per il solo 2013. Ed e' difficile accettare la filosofia di pensiero secondo la quale, per cio' che riguarda i residui del 2013, ''si tratta di importi modesti'', visto che in un periodo di crisi anche gli importi modesti pesano sui bilanci delle famiglie e dei contribuenti in generale, soprattutto quando sono imprevisti, dato che piu' volte era stato assicurato loro che per il 2013 nulla avrebbero dovuto pagare. E nient'affatto modesti, anzi gravosissimi e costosissimi sono gli elementi di incertezza, di confusione, di vero e proprio caos che hanno contraddistinto - badate bene - non solo la ''mini-Imu'', ma l'intera vicenda''. E' quanto dichiara in Aula Daniele Capezzone (Pres. Comm.

Finanze della Camera) in dichiarazione finale, a nome del gruppo di Forza Italia, per annunciare il no alla fiducia di Fi sul decreto Imu-Bankitalia.

''Ma peggio ancora, il volto di questo decreto assume tratti ancor piu' beffardi se pensiamo che nella legge di stabilita' il Governo ha reintrodotto sotto falso nome la tassa sulla prima casa, attraverso la componente Tasi, sulla quale per altro e' riuscito ad aggiungere confusione a confusione.

Ma veniamo all'altra parte che non ci convince di questo decreto, quella relativa all'operazione sulle quote, quindi sul patrimonio della Banca d'Italia. Ebbene, mi rivolgo al Governo e a tutti i gruppi parlamentari. Spero che a nessuno sfugga che tra qualche anno, quando l'opinione pubblica risalira' a cio' di cui stiamo discutendo oggi, verra' chiesto conto ai ministri di oggi, e ai parlamentari di oggi, di come si sono comportati su questa operazione. E la mia valutazione e' che non rispetto al principio, ma rispetto alle modalita' tecniche con le quali il principio e' stato declinato, e alle relative conseguenze, due saranno le parole usate: ''esproprio'' (a danno dei cittadini) e ''regalo'' (a qualche grande banca). Non occorre essere profeti per capirlo. E' bene quindi che ciascuno abbia in mente oggi le parole che leggeremo domani e che saranno affiancate al nome del governo e dei parlamentari che avranno permesso questo ''regalo'', e nei cui confronti il giudizio da parte dell'opinione pubblica sara' durissimo'', continua Capezzone.

''Innanzitutto, anche se l'Aula del Senato ha sancito la costituzionalita' del decreto legge, respingendo il parere negativo formulato dalla Commissione Affari costituzionali, mi permetto di ribadire la mia fortissima contrarieta' rispetto al ricorso allo strumento del decreto-legge. Dov'e' la necessita', dove l'urgenza, dove la straordinarieta' della parte riguardante la Banca d'Italia? Nel merito, non nascondiamoci dietro un dito. Visto che nessuno potra' possedere piu' del 3% delle quote, che sono concessi tre anni per dismettere le quote in eccesso, e visto che dovranno essere banche e assicurazioni italiane a comprarle, possiamo dedurre gia' oggi che sara' molto difficile, un domani, trovare concorrenti medi o medio-piccoli disponibili a concorrere al ''regalo'' per i loro concorrenti piu' grandi, ricomprando da essi le quote rivalutate e regalando loro, dunque, una plusvalenza enorme. Allora esiste il rischio fortissimo - temo la quasi certezza - che presto sara' la stessa Banca d'Italia a finire per ricomprare le sue stesse azioni, quindi in pratica saranno gli italiani a ripagare quel che oggi viene regalato. Piccolo grande dettaglio: oggi il valore delle quote e' 156 mila euro; domani, invece, quanti miliardi occorreranno? Questa differenza (o se si preferisce, questo ''spread'') tra il valore di oggi e il prezzo di riacquisto di domani da parte della stessa Banca d'Italia, sara' il tema dei prossimi anni, la misura del ''regalo'', anzi del ''regalone'', alle grandi banche e, temo, la misura dell'indignazione dei cittadini e dell'opinione pubblica'', conclude Capezzone.

com/vlm

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