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pubblicato il 07/apr/2011 19:28

Immigrati/ Ue: Bene permesso italiano, ma non basta per uscire

Nel resto dell'Ue necessarie risorse economiche e motivi viaggio

Immigrati/ Ue: Bene permesso italiano, ma non basta per uscire

Bruxelles, 7 apr. (askanews) - La concessione del permesso di soggiorno temporaneo agli oltre 20.000 tunisini e agli altri nordafricani entrati illegalmente in Italia fra il primo gennaio e il 5 aprile 2011 sta facendo infuriare la Francia, che si trova costretta ora a negoziare con gli italiani, dopo aver respinto a Ventimiglia gli immigrati che pretendevano di considerare come un problema esclusivamente italiano. Ma la Commissione europea ha ripetuto oggi a Bruxelles che gli Stati membri hanno il diritto di concedere permessi temporanei agli immigrati irregolari arrivati da paesi terzi. L'Esecutivo Ue, tuttavia, ha anche avvertito che questi permessi non bastano, da soli, a garantire la libera circolazione nell'area Schenghen. "Siamo consapevoli dell'intenzione del governo italiano di rilasciare questi permessi, così come riportato dai media, ma non abbiamo ancora ricevuto informazioni sul fatto che l'Italia abbia cominciato a rilasciarli", ha detto oggi a Bruxelles il portavoce della commissaria Ue agli Affari interni Cecilia Malmstrom, rispondendo ai cronisti italiani. "Gli Stati membri hanno il diritto, in generale - ha aggiunto il portavoce, Marcin Grabiec-, di rilasciare permessi temporanei ai cittadini di paesi terzi, come prevede, fra l'altro, la direttiva sui rimpatri; ma avere un permesso, per queste persone, non significa avere un diritto automatico di viaggiare nello spazio Schengen. Le persone interessate - ha precisato Grabiec - dovranno comunque rispettare alcune condizioni stabilite dalla Convenzione di Schengen: possedere un titolo di viaggio, avere mezzi di sussistenza, e non costituire un rischio per la sicurezza pubblica del paese in cui si recano". Il portavoce ha quindi sottolineato che "se tutti questi criteri sono rispettati, gli immigrati con permesso temporaneo possono restare in un altro paese dell'area Schengen fino a tre mesi. Mentre se non rispettano tutti i criteri, o se sono trascorsi più di tre mesi, possono essere rinviati nello Stato membro di provenienza", ovvero, in questo caso, l'Italia. "Pensiamo - ha concluso Grabiec - che sarebbe molto importante che gli Stati membri collaborassero tra loro, e che potrà essere utile, in particolare, la riunione annuciata per domani tra Italia e la Francia", ovvero l'incontro a Roma fra il ministro dell'Interno Roberto Maroni e il collega francese Claude Guéant. (Segue)

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