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pubblicato il 01/ago/2012 20:09

Immigrati/ Polemica di Pdl e Lega. Riccardi: Nessuna sanatoria

Critiche da Pdl e Lega, ma Carfagna lo difende: Regolarizzazione

Immigrati/ Polemica di Pdl e Lega. Riccardi: Nessuna sanatoria

Roma, 1 ago. (askanews) - La polemica era nell'aria da qualche giorno, da quando sulla Gazzetta ufficiale è uscito il decreto legislativo che permette ai datori di lavoro di regolarizzare gli immigrati assunti irregolarmente. "Invito formalmente il governo ad evitare iniziative che potrebbero aprire un enorme contenzioso con l'esecutivo fino a sfiduciarlo", aveva avvertito in quell'occasione il capogruppo del Pdl al Senato Maurizio Gasparri, accusando il ministro Andrea Riccardi di "ricorrere a procedure inaccettabili, tali da trasformare la possibile regolarizzazione di persone che lavorano in Italia in un'autentica sanatoria aperta a chi è arrivato nel nostro Paese dopo il 31 dicembre del 2011". Oggi la contestazione ha preso corpo nelle aule parlamentari e - sul filo della distinzione tra "sanatoria" e "regolarizzazione" - ha visto per protagonisti ancora loro, il centrodestra e il ministro all'Integrazione e alla Cooperazione internazionale, spalleggiato, però, da esponenti di tutti gli schieramenti, compresa l'ex ministro Mara Carfagna. Il provvedimento - il decreto legislativo 109 del 16 luglio scorso - recepisce una direttiva europea del 2009 sulla lotta allo sfruttamento del lavoro nero degli immigrati irregolari. Tra le previsioni, l'inasprimento delle sanzioni, il permesso di soggiorno umanitario allo straniero che denuncia lo sfruttamento lavorativo e, per prevenire le sanzioni, la possibilità offerta ai datori di lavoro di regolarizzare i dipendenti impiegati irregolarmente (il cosiddetto "ravvedimento operoso"). Una norma con molti 'paletti' - sono esclusi i datori di lavoro condannati per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina, la finestra di tempo per regolarizzare i lavoratori clandestini va dal 15 settembre al 15 ottobre, il costo stimato di 4.302 euro per una colf, ecc - che però innesca una polemica politica. Lega, Pdl e Coesione nazionale hanno presentato al Senato un ordine del giorno al decreto sanità per sospendere, "anche in virtù dell'andamento della crisi economica", la regolarizzazione prevista. E alla Camera la Lega presenta un'interrogazione a risposta immediata ('question time) per denunciare una "discriminazione 'a contrario' nei confronti dei lavoratori italiani". Nella risposta Riccardi ha fatto notare che il Governo ha "fatto proprio e trascritto il parere espresso dal Senato lo scorso cinque giugno, che è stato votato all'unanimità e, dunque, anche dal gruppo della Lega nord Padania". Il ministro ha poi concluso ricordando che "nel 2009 la sanatoria, quella sì sanatoria di immigrati, del ministro dell'Interno (Roberto Maroni, ndr.) ha riguardato circa 300mila persone con un pagamento di 500 euro". Se nei giorni scorsi la Caritas ha parlato di 400mila regolarizzati, il ministro ha poi tenuto a dire che "il Governo ha stimato una platea di 155mila possibili lavoratori interessati". Nel pomeriggio, Riccardi ha organizzato una tavola rotonda 'bipartisan' sul "ravvedimento operoso". "Ci tengo a dire che questa non è giuridicamente una sanatoria", ha detto la radicale Emma Bonino, "ma l'emersione individuale dal lavoro nero, mentre la sanatoria si applica a categorie di persone". Il senatore Udc Gianpiero D'Alia si è detto "deluso" dall'ordine del giorno presentato al Senato dal centro-destra: "In Italia bisogna smetterla una volta per tutte di affrontare la vicenda dell'immigrazione con logiche propagandistiche e ideologiche". Per l'ex segretario del Pd Walter Veltroni "abbiamo fatto tante sanatorie, governi di centrodestra e di centrosinistra, qui è una cosa diversa". Interviene anche l'ex ministro Mara Carfagna (Pdl): su queste materie c'è il "timore che ci siano sanatorie" ma il 'ravvedimento operoso' "non è una sanatoria ma una regolarizzazione, cambia molto". Il tema dell'immigrazione, più in generale, va "sottratto all'ideologia di chi vuole racimolare voti in campagna elettorale".

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