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pubblicato il 08/ott/2013 10:35

Immigrati: Moavero, occorre piano d'azione Ue davvero 'comune'

Immigrati: Moavero, occorre piano d'azione Ue davvero 'comune'

(ASCA) - Roma, 8 ott - ''L'Unione europea rompa gli indugi.

Serve una politica davvero ''comune'' nella gestione dei flussi migratori, una grande piattaforma normativa ''multidisciplinare'' condivisa fra gli Stati, unita a un'azione di cooperazione allo sviluppo nei Paesi di provenienza...''. Lo afferma il ministro per gli Affari europei, Enzo Moavero Milanesi in un'intervista ad Avvenire sollecitando, dopo la tragedia di Lampedusa, ''un organico piano d'azione che vada ben al di la' degli interventi, pur necessari, dettati dalle urgenze. Se non vogliamo rincorrere le emergenze ma provare a governarle, non e' sufficiente ritoccare singole misure. Serve un vero o proprio salto di qualita'''.

Il ministro propone ''un nuovo approccio comune, attingendo alla ''cassetta degli utensili'' della tradizione normativa europeo, come le direttive e gli accordi. Lo si e' fatto negli ultimi anni per la crisi economica e finanziaria, ricorrendo a strumenti innovativi, lavorando per un'unione fiscale e bancaria e vigilando sulla disciplina dei bilanci degli Stati. Perche' non puo' farsi altrettanto per le questioni poste dalle grandi migrazioni verso l'Europa, ancora affrontate in maniera disorganica?''.

Secondo Moavero ''valutare, e se occorre rivedere, le regole di Dublino non deve essere un tabu'. Da tempo, ci si chiede se quei meccanismi siano ancora efficaci: e' chiaro ad esempio come, pur essendo raggiunte dagli sbarchi, l'Italia o la Grecia non siano fra i maggiori territori di permanenza dei profughi. Bisogna prendere coscienza della necessita' di una politica europea che disciplini tutti i vari aspetti rilevanti per ciascuna persona migrante: arrivo, registrazione, accoglienza, asilo, soggiorno, permessi di lavoro, welfare. Sarebbe significativo se se ne iniziasse a discutere gia' nel prossimo Consiglio europeo del 24-25 ottobre, riprendendo quel discorso di solidarieta' iniziato al vertice di Tampere nel 1999''.

Il ministro aggiunge, con chiaro riferimento alla Bossi-Fini, che ''un piu' completo quadro normativo europea potrebbe consentire di superare anche le divergenze sulle legislazioni degli Stati. Sarebbe opportuno che qualsiasi iniziativa nazionale venga armonizzata a livello europeo''.

red-fdv

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