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pubblicato il 30/ago/2013 12:38

Immigrati: Kyenge lunedi' a Venezia per dibattito pubblico su ius soli

(ASCA) - Venezia, 30 agosto - Il Ministro per l'Integrazione Cecile Kyenge interverra' lunedi' prossimo a Venezia a un pubblico dibattito, patrocinato dal Consiglio d'Europa, sul diritto di cittadinanza per i figli di immigrati nati e cresciuti in Italia.

Per dare maggiore risalto al problema, di grande attualita' in questo momento sia in Parlamento che nel paese, la Conferenza e' stata organizzata nell'ambito della 70a Mostra internazionale d'Arte Cinematografica. Nel vasto tema dello ius soli si inserisce anche il dibattito sul Valore delle differenze e dell'arricchimento interculturale.

Infatti, luogo dell'incontro col Ministro Kyenge e' la Sala delle Colonne, a Palazzo Ca' Giustinian, Sede della Biennale, alle ore 10 di lunedi' 2 settembre, in pieno svolgimento del Festival.

Il dibattito pubblico, moderato dal giornalista Carlo Ciavoni, sara' preceduto dalla proiezione del documentario 18 IUS SOLI, del regista Fred Kuwornu, 32 anni, laureato in Scienze Politiche, nato a Bologna fa da padre immigrato dal Ghana e madre toscana. Il Consiglio d'Europa sara' rappresentato da Alberto d'Alessandro, Direttore dell'Ufficio di Venezia, e dall'On.

Sandro Gozi, presidente della delegazione parlamentare italiana all'Assemblea di Strasburgo,.

Oltre al Ministro Kyenge, che sara' l'ospite d'onore, interverranno Paolo Baratta, presidente delle Biennale; Sandro Simionato, vice Sindaco di Venezia; Florence Benoit-Rohmer, Segretaria Generale dell'Universita' veneziana per i Diritti dell'Uomo; Franco Corradini, coordinatore del network delle Citta' interculturali; con le testimonianze di Maruan Oussaifi, Presidente dell'Anolf 2G; e Sadio Fall, di Ponso.

L'iniziativa di Alberto d'Alessandro conferma la priorita' del Consiglio d'Europa ai problemi dell'integrazione e al diritto di cittadinanza di chi e' nato da genitori immigrati, ha studiato in Italia, parla l'italiano e anche il dialetto, non sono mai stati nel prese dei genitori e non ne conoscono la lingua. Ecco perche' il Segretariato Generale di Strasburgo perora da tanto tempo un intervento legislativo, in linea col profondo cambiamento della societa' europea e la necessita' di una riflessione sulla multietnicita' della cittadinanza.

fdm/mau

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