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pubblicato il 22/apr/2015 20:49

Immigrati, da Mattarella ancora pressing su Ue. Allarme terrorismo

"Aumenta il pericolo, intervenire sulla Libia"

Immigrati, da Mattarella ancora pressing su Ue. Allarme terrorismo

Lubiana, 22 apr. (askanews) - È pressing da parte delle istituzioni italiane sull'Unione europea perché prenda in mano il tragico dossier immigrati trovando delle soluzioni a quello che è ormai un esodo di popolo dal Nord Africa. Sia Matteo Renzi che Sergio Mattarella intervengono quotidianamente, soprattutto dopo la tragedia di domenica nel Canale di Sicilia, per richiamare Bruxelles alle sue responsabilità.

Oggi il capo dello Stato ha colto l'occasione della sua visita ufficiale a Lubiana per ribadire come debbano essere fermati questi "indegni mercanti di morte", che con i loro scafi sfruttano "ignobilmente" i disperati che fuggono in particolare dal Nord Africa. Portandoli spesso a morire. Ma per Mattarella che l'Ue "si faccia carico, insieme alla comunità internazionale" della questione, vuol dire intervenire (quale sarà il modo lo deciderà il Consiglio europeo straordinario di domani) nei paesi da cui ha origine la fuga dei migranti. Con un occhio particolare, ha chiesto il presidente della Repubblica, alla Libia e al suo dissesto politico, militare e sociale. Si deve intervenire innanzitutto perché "i libici hanno il diritto di vivere in pace, lontani dalle guerre", ha detto Mattarella. Ma poi, ha aggiunto, soprattutto perché "il disordine in atto in Libia consente l'inserimento di formazioni terroristiche", che fra l'altro si sviluppano (chiaro il riferimento all'Isis) vicino ai confini della Ue e quindi vicino all'Italia.

Il capo dello Stato si è comunque mostrato fiducioso sull'esito del vertice di domani. "Il clima sulla vicenda dei migranti - ha detto - è più consapevole e contiamo su iniziative forti, significative".

Nel corso dell'incontro con il presidente sloveno Borut Pahor Mattarella ha affrontato anche il delicato tema delle minoranze etniche che caratterizzano reciprocamente Italia e Slovenia. Da Pahor è arrivata a Mattarella la sollecitazione ad incontrare al Quirinale i rappresentanti della minoranza slovena in Italia avendo il timore che possa venire penalizzata dalla nuova legge elettorale. Mattarella, pur senza entrare nel merito, ha assicurato che l'incontro ci sarà. "Le minoranze prima rappresentavano un problema - ha detto Mattarella - mentre oggi sono una opportunità, una ricchezza. Il loro ruolo è destinato a crescere e rappresenteranno un punto di forza per i nostri due Paesi". Ancora, il presidente della Repubblica ha riferito che il governo sloveno, come saputo da Pahor durante il colloquio, è intenzionato entro l'estate a giungere alla piena attuazione della legislazione nazionale sulle minoranze. "Tutto ciò - ha rilevato - fa ben sperare in prospettiva per i rapporti, per i legami (già intensi) esistenti tra Italia e Slovenia.

Domani seconda giornata di visita del capo dello Stato nei paesi dell'ex Jugoslavia. Dopo la Slovenia toccherà alla Croazia. Questa sera Mattarella arriverà a Zagabria per incontrare domani prima la presidente della Repubblica croata, Kolinda Grabar-Kitarovic, e, nel pomeriggio il primo ministro Zoran Milanovic.

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