giovedì 19 gennaio | 23:19
pubblicato il 10/ott/2013 12:30

Immigrati: Cuperlo, reato clandestinita' e' in conflitto con buonsenso

Immigrati: Cuperlo, reato clandestinita' e' in conflitto con buonsenso

(ASCA) - Roma, 10 ott - ''Credo che se se l'Italia fosse un Paese che ha ancora coscienza di se', il 3 ottobre 2013 dovrebbe rientrare nel calendario civile della nazione come una data scolpita nella storia comune, come il 16 marco 1978 e il 2 agosto 1980. Il drammatico naufragio di Lampedusa deve segnare uno spartiacque perche' ha ferito e rotto il senso civilta' della nostra comunita'''. Lo ha affermato Gianni Cuperlo, deputato e candidato alla segreteria del Pd, a Coffee Break su La7. ''L'incapacita' di farsi carico di tutto cio' - ha proseguito Cuperlo - e' cominciata quando la politica ha smarrito la centralita' della persona e della sua dignita'.

Una classe politica degna deve chiedersi se si poteva evitare la tragedia di Lampedusa e avere il coraggio di politiche in grado di impedire che si ripeta''. ''Il reato di immigrazione clandestina - ha sottolineato ancora Cuperlo - e' in conflitto con il buonsenso, e' uno strappo a un principio fondamentale del nostro ordinamento perche' riguarda la decisione di perseguire una condizione soggettiva di un essere umano, invece che un suo comportamento. Si punisce qualcuno non per quello che si e' fatto, ma per quello che si e' E' poi una norma che ha fallito: dal 2009 la Procura di Agrigento ha dovuto, con grande dispendio di risorse, perseguire migliaia di persone e aprire 511 fascicoli che non hanno avuto seguito. Io credo che sull'eliminazione del reato di clandestinita' ci siano molti margini di successo in Parlamento per creare le condizioni di una maggioranza larga a sostegno delle modifiche''. ''Ricordiamo che non si tratta di persone che scelgono di partire - ha concluso Cuperlo - ma di persone che fuggono dalla persecuzione, dai regimi, dalla morte. Non hanno alternativa. Secondo l'alto commissariato per i rifugiati sono 332 mila i rifugiati arrivati finora in Europa, 13 mila via mare sulle coste italiane. Un corridoio umanitario gestito dalle organizzazioni umanitarie per chi e' rifugiato e ha diritto di asilo si puo' fare''. com-ceg/cam/ss

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