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pubblicato il 01/ago/2011 13:33

Immigrati/ Caritas: Rischio effetto domino di rivolte nei centri

Appello dopo violenze a Bari. "E non lasciare sola Lampedusa"

Immigrati/ Caritas: Rischio effetto domino di rivolte nei centri

Roma, 1 ago. (askanews) - Dopo la rivolta nel Centro accoglienza richiedenti asilo (Cara) di Bari, c'è il rischio di un "effetto domino" delle rivolte negli altri centri sparsi sul territorio italiano, secondo Caritas italiana, che suggerisce l'adozione di un permesso di soggiorno temporaneo per chi giunge in Italia. "La violenza non va mai bene, ma se l'accoglienza è strutturata su grandi numeri e protratta per lungo tempo, si rischia di far esasperare gli animi. Bisogna trovare un sistema per disincentivare subito queste forme di protesta", afferma al 'Sir' (agenzia stampa dei vescovi) Oliviero Forti, responsabile dell'ufficio immigrazione di Caritas. "L'incertezza e il disagio in cui vivono queste persone, in gran parte lavoratori stranieri in fuga dalla Libia, alza il tasso di litigiosità e di conflittualità. Allora è richiesto un grande sforzo di volontà da parte di tutti, immigrati e istituzioni". Per l'esponente di Caritas, è necessario "rendere le procedure più celeri, perché nonostante siano state aumentate le Commissioni territoriali, ci sono ancora molte lungaggini burocratiche"; distribuire gli immigrati in gruppi più piccoli sul territorio, come sta facendo la Caritas; ma soprattutto trovare una "condizione di certezza giuridica per queste persone", vale a dire, "se in molti casi non è possibile dare una protezione internazionale (asilo o protezione sussidiaria), perché non pensare ad un forma di protezione temporanea, come è stato fatto mesi fa per i tunisini?". Intanto, afferma Forti, a Lampedusa, dopo due settimane di fermo degli sbarchi, "registriamo purtroppo una tragedia che nessuno avrebbe voluto", con il recupero dei 25 cadaveri dal barcone appena soccorso. "Questi fatti - commenta il responsabile Caritas - ci dicono che le tragedie non sono ancora finite e dobbiamo fare i conti con arrivi ancora consistenti di gente in fuga dalla Libia, disposta a qualsiasi cosa pur di provare a salvarsi. E' necessario tenere alta l'attenzione. L'accoglienza non deve venire meno, e deve sempre essere limitata a pochi giorni di permanenza sull'isola. Bisogna fare un salto di qualità da un punto di vista etico".

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