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pubblicato il 28/mar/2011 19:52

Immigrati/ Bagnasco: Risolvere problema Lampedusa con aiuto Ue

Il Presidente Cei: In Libia ora stop alle armi e via diplomatica

Immigrati/ Bagnasco: Risolvere problema Lampedusa con aiuto Ue

Roma, 28 mar. (askanews) - Il cardinale Angelo Bagnasco interviene sull'emergenza immigrati a Lampedusa. Il porporato ha dedicato alla rivolta del Nord Africa e alle sue conseguenze per l'Italia lunghi passaggi della tradizionale prolusione al consiglio permanente Cei di primavera. Bagnasco ha elogiato "la generosità e il senso dell'accoglienza" degli abitanti dell'isola ma, dopo aver rilevato il "generalizzato, profondo disagio" di Lampedusa, ha chiesto "ai responsabili un ulteriore sforzo perché, avvalendosi di tutti gli strumenti anche comunitari, si dia sollievo all'isola e ai suoi abitanti. Non devono infatti sentirsi soli". La Caritas, il vescovo di Agrigento Francesco Montenegro, e numerose realtà cattoliche sono già intervenute sui problemi che i flussi di migranti dalla Tunisia e dal resto del Maghreb stanno provocando. "L'attuale crisi migratoria a Lampedusa è un indicatore di una più generale incapacità dell'Europa di garantire i diritti fondamentali dei migranti", hanno detto i gesuiti del Jesuit Refugee Service. La comunità di Sant'Egidio ha proposto, nei giorni scorsi, un "provvedimento straordinario di accoglienza straordinaria" per i nuovi arrivati. Per Bagnasco, ora, "c'è bisogno, oltre che dell'apporto generoso delle singole Regioni d'Italia, anche della convergenza dell'Europa comunitaria". Per l'arcivescovo di Genova "è un'illusione pensare di vivere in pace, tenendo a distanza popoli giovani, stremati dalle privazioni, e in cerca di un soddisfacimento legittimo per la propria fame" ed è un'illusione anche "riuscire a piantonare le coste di un continente intero". E' "l'ora dunque di attuare quelle politiche di vera cooperazione che sole possono convincere i nostri fratelli a restare nella loro terra, rendendola produttiva". Il cardinale Angelo Bagnasco, che nei giorni scorsi aveva appoggiato l'intervento militare in Libia, oggi, "ad intervento ampiamente avviato", si è augurato "un immediato superamento della fase cruenta" ed ha espresso l'auspicio che "si fermino le armi". Bagnasco ha sottolineato che "l'invocato e improvviso intervento internazionale" ha fatto sorgere "interrogativi e tensioni". Ed ha riecheggiato l'appello pronunciato ieri dal Papa all'Angelus domenicale quando ha definito la strada della diplomazia "la via giusta e possibile" da percorrere. Anche il cardinale Angelo Scola è intervenuto oggi sulla Libia. "Che la pace ritorni al più presto per quelle popolazioni e si fermino tragedie ulteriori - ha detto il patriarca di Venezia in un'intervista a 'ilsussidiario.net' - significa ridire con forza che ogni morto è di troppo. La pace però non è un automatismo utopistico, occorre costruirla ogni giorno nella realtà". I vescovi del Nord Africa, per bocca del vescovo di Rabat Vincent Landel, hanno precisato, da parte loro, che "una mobilitazione della diplomazia e dell'aiuto umanitario deve mirare ad aiutare le evoluzioni che tengano conto delle aspirazioni alla libertà e alla cittadinanza responsabile". Bagnasco, che ieri a Genova non ha escluso un suo futuro approdo alla guida dell'arcidiocesi di Milano dopo il pensionamento di Tettamanzi, ha affrontato nella sua prolusione anche diversi argomenti di attualità politica. Ha chiesto un'approvazione "necessaria e urgente" di una legge sul biotestamento ed ha chiesto più impegno politico a favore delle famiglie. Ha elogiato il Governo per il suo impegno a difesa dei cristiani perseguitati nel mondo di fronte alla "titubanza incomprensibile quanto amara" dell'Europa e ha ricordato la sentenza della Corte di Strasburgo sul crocifisso. Con un occhio alla cronaca nera degli ultimi mesi ha criticato "sensazionalismo e spettacolarizzazione". Infine una frecciata al mondo della politica. "C'è bisogno - ha detto Bagnasco - che tutti agiamo senza troppo reclamizzare e senza continuamente recriminare".

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