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pubblicato il 05/giu/2013 16:24

Ilva: Legambiente, decreto cosi' non va bene

Ilva: Legambiente, decreto cosi' non va bene

(ASCA) - Roma, 5 giu - ''Sono diverse le cose che non vanno in questo decreto sull'Ilva, fatta salva la scelta del commissariamento dell'Ilva, che e' l'unica possibilita' che il territorio pugliese ha per essere risanato senza far chiudere la fabbrica''. Questo e' il commento che Legambiente comunica in una nota dopo la lettura del decreto di commissariamento dell'Ilva pubblicato in gazzetta ufficiale ieri. ''Nel decreto - spiega il presidente di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza - si prevede la costituzione di un comitato di 3 esperti scelti dal ministero dell'Ambiente per definire un piano di misure per la tutela ambientale e sanitaria che equivale alla modifica dell'AIA. Ci auguriamo che questi esperti svolgano anche la funzione di garanti rispetto agli interessi pubblici e che il piano di misure che dovranno definire non vada in nessuno modo ad annacquare quanto gia' previsto dall'AIA, ma piuttosto vada a migliorarla, riducendo ad esempio le tempistiche troppo dilatate previste per alcuni interventi, a maggior ragione ora che le risorse a disposizione del Commissario ci sono grazie al sequestro dei beni dei Riva operato dalla magistratura''. Per Cogliati Dezza. ''tra le altre misure da mettere in campo in questo nuovo piano e' necessaria anche una riduzione della capacita' produttiva autorizzata, senza la quale non saro' possibile ridurre l'inquinamento, salvaguardando l'occupazione e decidendo sulla base della valutazione del danno sanitario come richiesto dall'Arpa Puglia''.

''Tornando alle risorse da mettere in campo - aggiunge il presidente - ieri il ministro Zanonato ha parlato di una cifra di 1,5 miliardi di euro per effettuare gli interventi previsti dalll'AIA e che non ha alcun senso. Non va fatto nessuno sconto all'Ilva. Ricordiamo al ministro, infatti, che nell'autunno scorso l'ex ministro dell'ambiente Corrado Clini aveva parlato di cifre molto piu' ingenti (almeno 4 miliardi di euro) e piu' rispondenti al vero. La restante parte rispetto agli 8 miliardi di euro sequestrati andra' utilizzata per bonificare suolo, sottosuolo, falde e aree marine inquinate dalle attivita' del polo siderurgico, e non e' detto che bastino''.

''Infine sulla scelta di Bondi come commissario - concludono Francesco Tarantini e Lunetta Franco, rispettivamente presidente di Legambiente Puglia e del circolo di Taranto - temiamo che non garantisca la necessaria discontinuita' rispetto al passato anche recente visto che e' stato l'ultimo amministratore delegato dell'azienda scelto dalla Famiglia Riva. Siamo sicuri che affidare un incarico cosi' delicato a chi e' stato vicino ai Riva sia la scelta giusta? Bondi sara' in grado di garantire l'interesse generale e pubblico dell'Ilva? Chiediamo pertanto di affiancare al neo commissario un comitato per la trasparenza che veda coinvolti l'Arpa, la societa' civile, gli enti locali con poteri veri''.

red/rus

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