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pubblicato il 20/nov/2013 17:06

Ilva: Edo Ronchi, errore grossolano e falsita' nel dossier di Vendola

Ilva: Edo Ronchi, errore grossolano e falsita' nel dossier di Vendola

(ASCA) - Roma, 20 nov - Il dossier sull'Ilva presentato da Vendola ieri al Consiglio Regionale della Puglia ''contiene un errore grossolano: ignora il recepimento, nel 1999, della direttiva 96/61/CEE, che stabiliva per le diossine delle industrie il limite di 0,1 nanogrammi. Altro che 10.000!''.

E' la secca risposta di Edo Ronchi, sub commissario per l' Ilva, chiamato in causa dal Governatore della Regione Puglia, Niki Vendola, circa il suo operato ai tempi in cui era ministro dell'Ambiente.

Spiega Ronchi: ''Leggo su La Gazzetta del Mezzogiorno che Vendola avrebbe presentato un dossier al Consiglio Regionale della Puglia il 19 novembre nel quale sarebbe scritto : 'chissa' perche' nel 97,l'allora Ministro dell'Ambiente Edo Ronchi emise un decreto che porta il suo nome con cui estendeva agli inceneritori il tetto di emissioni di 0,1 nanogrammi, ma lasciava invariato a 10.000 nanogrammi la diossina prodotta dalle industrie' . Perche' - chiarisce Ronchi - il limite 0,1 per gli inceneritori era previsto da una direttiva europea che riguardava gli inceneritori (Direttiva 94/67/CE) , in vigore da 6 anni, non recepita prima, ma recepita per iniziativa del sottoscritto.

La seconda affermazione e' semplicemente falsa: sono, infatti , intervenuto sulle emissioni degli impianti industriali, diossine e furani comprese , con il Decreto legislativo 4 agosto 1999 (GU n. 252 del 26 ottobre 1999) di recepimento della direttiva 96/61/CEE relativa alla prevenzione e riduzione integrate dell'inquinamento e che stabiliva che, anche per gli impianti esistenti, per tutta una serie di inquinanti (diossine e furani comprese) andavano rifissati i limiti delle emissioni che dovevano, e devono, basarsi sulle migliori tecnologie disponibili che, come e' noto consentivano, e consentono, di stare a 0,1 nanogrammi . Altro che 10.000 nanogrammi!''.

''Sostenere che siano rimasti in vigore valori simili - fa notare Ronchi - significa non conoscere le norme vigenti, ignorare recepimento della diretta 96/61/CEE e fornire alibi a chi non ha provveduto tempestivamente ad applicare quella legge, arrivando ad una prima AIA per l'ILVA solo nel 2011''.

com/mpd

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