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pubblicato il 17/ago/2011 16:37

Il Senato discute la manovra, Lega spaccata sui tagli ai Comuni

Bossi, ok misura per non gravare "su povera gente":vedrà Tremonti

Il Senato discute la manovra, Lega spaccata sui tagli ai Comuni

Roma, 17 ago. (askanews) - Iniziano oggi i lavori del Senato in vista della conversione in legge del maxi decreto da 45,5 miliardi di euro per salvare i conti pubblici italiani. Il presidente Renato Schifani ha convocato l'assemblea di Palazzo Madama nonostante le ferie inoltrate, per la presentazione del ddl. Il provvedimento passerà poi alle commissioni Affari costituzionali e Bilancio di Palazzo Madama che inizieranno l'esame del testo a partire da lunedì prossimo. Intanto prosegue il bazar di contrattazioni sulle modifiche da apportare alla manovra. In molti anche nella maggioranza hanno sollevato diverse perplessità sul "contributo di solidarietà" introdotto ma è sui tagli ai Comuni che la polemica si è fatta più accesa dopo le spaccature all'interno della Lega. Umberto Bossi ha dato il suo via libera alla sforbiciata agli enti locali spiegando che "pensionati" e "povera gente" vengono prima dei Comuni. Tagli assai poco "federalisti", secondo i duri e puri del partito che hanno sollevato non pochi dubbi. Tra questi lo stesso ministro degli Interni, Roberto Maroni, che vorrebbe azzerare completamente il risparmio sugli enti locali. La misura sarà discussa domani nel tradizionale incontro in Cadore tra il Senatur e Tremonti, che proprio il 18 agosto festeggia il suo compleanno. Tra gli interventi di correzione della manovra di Ferragosto, è spuntata l'ipotesi, lanciata da Pd e Idv, di un prelievo sui capitali rientrati con lo scudo fiscale. "Si tratterebbe - spiega oggi il Sole24Ore - di una tassa una tantum dell'1-2%". Sul tavolo c'è poi l'ipotesi, avanzata da Tremonti e fortemente sostenuta da Bossi, di inserire il Tfr in busta paga per stimolare i consumi. Berlusconi ha escluso per ora sia l'abolizione del super-contributo, sia un aumento dell'Iva. L'opposizione, intanto, ha continuato a criticare il testo. Il Pd ha avanzato un proprio testo alternativo di misure anticrisi in sette punti, a partire da "un prelievo straordinario una tantum sull'ammontare dei capitali esportati illegalmente e scudati". Per Pier Ferdinando Casini la manovra è "invotabile", ma "per arrivare a un voto diverso dal no, che potrebbe essere solo l'astensione, ci deve essere un sostanziale cambiamento". Contrari anche i finiani di Fli che ritengono che si debbano tagliare ulteriormente i costi della politica e si debba rimodulare l'età pensionistica e "nell'immediato si può chiedere un contributo ma solo dopo una riforma strutturale per colpire gli evasori".

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