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pubblicato il 24/mag/2016 15:06

Il pensiero di Gramsci incontra il realismo di Guttuso a Milano

Alle Gallerie d'Italia Quaderni dal carcere e 2 tele del pittore

Il pensiero di Gramsci incontra il realismo di Guttuso a Milano

Milano, (askanews) - Un dialogo fuori dal tempo tra due protagonisti della storia e dell'arte del nostro Paese. I Quaderni dal carcere di Antonio Gramsci spalleggiati da due dipinti di Renato Guttuso, la Battaglia del ponte dell'Ammiraglio e I funerali di Togliatti, si mostrano ai visitatori delle Gallerie d'Italia di Intesa Sanpaolo a Milano. Un percorso ideale, aperto al pubblico fino al 17 luglio, nella storia del Novecento, attraverso i 33 quaderni manoscritti del fondatore del Pci e le due tele del pittore siciliano che, iscritto nel 1940 al partito di Gramsci, ne disegnò il simbolo. A celebrare questo incontro, oltre al presidente onorario di Intesa Sanpaolo, Giovanni Bazoli, anche il Presidente emerito della Repubblica, Giorgio Napolitano:

"Andando dinanzi a quelle bacheche dove sono raccolti il quaderni di Gramsci si prova esattamente quella emozione di cui parlava Bazoli perchè quei quaderni sono un grande monumento morale e in questa espressione riassumere tutti i sentimenti che ci possono ispirare".

Nelle teche delle Galleria d'Italia oltre ad ammirarli, i quaderni scritti da Gramsci dal 1929 al 1935 tra il carcere di Turi e l'ospedale di Formia, si possono anche sfogliare in versione digitale, osservando così l'impianto dell'opera, la grafia regolare e il metodo di scrittura. Un vero patrimonio che, come raccontato da Bazoli, fu messo in salvo da Raffaele Mattioli, il banchiere umanista:

"Risulta non solo che Gramsci fu aiutato da Mattioli ma che il banchiere si prodigò per il salvataggio di quei documenti conservandoli nella cassaforte della rappresentanza della Comit di Roma, o una loro copia fotografica prima che gli originali fossero inviati a Mosca".

Per chi deciderà di visitare la mostra alcuni dettagli su cui soffermarsi: l'etichetta posta sulla copertina Giuseppe Laterza e figli di Bari, antenata dell'attuale casa editrice che fornì i quaderni in carcere a Gramsci, quei meticolosi reticoli tracciati sulle pagine già scritte, per segnare i passaggi che aveva riscritto altrove e infine il timbro su alcuni dei quaderni Casa penale speciale di Turi.

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