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pubblicato il 08/ott/2013 12:00

Il Parlamento europeo boccia il pacchetto sigarette senza marchi

Angelilli: la Direttiva consente di tutelare la filiera tabacco

Il Parlamento europeo boccia il pacchetto sigarette senza marchi

Roma, 8 ott. (askanews) - Il Parlamento europeo, riunito a Strasburgo, ha approvato la nuova Direttiva Tabacco con alcune significative modifiche che raccolgono anche le preoccupazioni espresse da numerosi parlamentari e da organizzazioni di categoria italiane della filiera del tabacco. In particolare, il Parlamento ha bocciato la norma sui cosiddetti "pacchetti bianchi" senza marchi ma solo con foto e scritte dissuasive antifumo. Questa norma, oltre a contrastare con le regole sul commercio internazionale e la tutela dei marchi, rischiava di favorire la contraffazione e il contrabbando. "Era fondamentale - ha commentato l'europarlamentare Roberta Angelilli del Partito popolare europeo - trovare un punto di equilibrio tra norme volte a tutelare il diritto alla salute e allo stesso tempo preservare la filiera del tabacco, comparto importante dell'economia europea. Per questo la Direttiva punta a regole più severe per garantire il diritto alla salute per tutti, ad un uso informato e consapevole, alla prevenzione soprattutto per le giovani generazioni". "Ma, vale la pena precisare - prosegue Angelilli - che l'obiettivo della Direttiva non è vietare l'uso del tabacco. Pertanto, occorre tenere in considerazione i legittimi diritti della filiera del tabacco, che vede coinvolti solo in Italia oltre 200.000 operatori, dalla produzione agricola, alla manifattura, al commercio al dettaglio. Parliamo di un settore di elevata professionalità, di un prodotto di eccellenza che garantisce la massima tracciabilità". Ora, dopo il voto del Parlamento europeo, si apre la fase negoziale finale con il Consiglio e la Commissione per giungere a un testo definitivo condiviso. "Anche in questa fase - conclude Angelilli - occorre evitare il rischio di distrugge la filiera europea di alta qualità, evitando di aprire le porte alle produzioni extra europee meno controllate, dove spesso manca il rispetto degli standard sociali, ambientali e di qualità. Bisogna tutelare gli interessi europei contro la concorrenza sleale, la contraffazione e il contrabbando, per evitare che oltre un danno per i nostri produttori ci sia una beffa per la salute dei cittadini europei".

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