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pubblicato il 15/mar/2011 21:33

Il faccia a faccia non basta,resta gelo Berlusconi-Scajola

'Mi sono fatto da parte, ora tocca altri'. Domani forse rimpasto

Il faccia a faccia non basta,resta gelo Berlusconi-Scajola

Roma, 15 mar. (askanews) - Quanto possono dire le parole "franco" e "cordiale" di un incontro. Basta tradurle dal politichese, per capire che quello di cui si sta parlando è un colloquio che non è andato affatto bene. Come è accaduto nel faccia a faccia, il secondo in pochi giorni, tra Silvio Berlusconi e Claudio Scajola. Fino a qualche tempo fa un incontro di prassi, ma ora non più. Nè poteva esserlo dopo che l'ex ministro ha ipotizzato di far nascere gruppi autonomi alla Camera e al Senato, pescando tra suoi fedelissimi e azzurri della vecchia guardia delusi dall'attuale gestione del partito. Ossia del triumvirato. E' assai improbabile che nelle sue dichiarazioni ufficiali l'ex ministro, dimessosi quasi un anno fa per la faccenda della casa vista Colosseo, punti esplicitamente il mirino sui tre coordinatori. Ma, secondo quanto viene riferito, il tema è stato lungamente al centro dei circa quaranta minuti di colloquio a palazzo Grazioli. Al premier, il politico ligure avrebbe rappresentato la necessità di modificare quell'assetto nel quale molti parlamentari della ex Fi, ma anche alcune frange ex An, non si riconoscono, 'candidandosi' anche a prendere il posto di Sandro Bondi. Per quanto pronto alla mediazione pur di far sparire sotto il tappeto qualsiasi granello di polvere che offuschi l'immagine della maggioranza, il presidente del Consiglio non avrebbe intenzione di mettere mano all'attuale macchina del partito, almeno per ora, ben consapevole delle conseguenze di non facile gestione. Allo stesso tempo Berlusconi non vorrebbe alimentare 'personalismi' che domani potrebbero spingere anche altri ad agitare lo spettro di nuovi gruppi in cambio di questo o quello. Ed è per questo che, viene spiegato, il premier non avrebbe nascosto a Scajola di condividere buona parte delle critiche verso il partito e di avere in animo di mettere in qualche modo mano all'assetto complessivo. Ma il presidente del Consiglio avrebbe chiesto a Scajola di avere pazienza, magari 'accontentandosi' per ora di un incarico da responsabile enti locali. 'Offerta' che Scajola avrebbe respinto al mittente. "Presidente - avrebbe dichiarato l'ex ministro - quando me lo hai chiesto, anche se non ero nemmeno indagato, io mi sono fatto da parte per il bene della maggioranza e del governo. Ora tocca ad altri farsi da parte". La conversazione si sarebbe conclusa più o meno con la conferma dello stallo precedente. A questo punto il premier starebbe pensando a una soluzione e tra le ipotesi ci sarebbe quella di affidargli una sorta di delega a curare il partito sul territorio, possibilità che potrebbe anche consentirgli di giocare un ruolo nella partita delle candidature. D'altra parte a palazzo Grazioli c'è la convinzione che l'ex ministro non avrebbe i numeri per fare un gruppo. Secondo i calcoli che gli sono stati fatti dalla dirigenza Pdl, in caso di rottura Scajola avrebbe a mala pena una decina di uomini pronti a seguirlo. In serata Berlusconi ha incontrato anche Antonio Martino il quale, pur avendo preso le distanze dall'opzione di gruppi autonomi, avrebbe spiegato al premier che il disagio nella vecchia guardia è reale e che andrebbe governato, anche con iniziative volte a coinvolgerla. Iniziative di cui i due parleranno in un prossimo incontro. Intanto sembra che il premier abbia deciso di 'sbloccare' la questione del rimpastino, o almeno della prima tranche. Domani, forse in mattinata, dovrebbe salire al Colle con Gianni Letta per prospettare al capo dello Stato, Giorgio Napolitano, la nomina del 'responsabile' Saverio Romano all'Agricoltura e lo spostamento di Giancarlo Galan ai Beni culturali, al posto di sandro Bondi. Resterebbe ancora vacante, invece, la poltrona di responsabile delle Politiche Ue: anche perché, viene spiegato, il Cavaliere non vuole giocarsi una carta che potrebbe ancora tornargli utile nella vicenda Scajola.

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