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pubblicato il 30/ott/2012 21:15

Idv/Di Pietro non parla,riunione fiume presidenza prosegue domani

Tensioni e resa di conti. Ma congresso non prima delle politiche

Idv/Di Pietro non parla,riunione fiume presidenza prosegue domani

Roma, 30 ott. (askanews) - Una riunione fiume, a tratti tesa e drammatica, dell'ufficio di presidenza del partito, iniziata questa mattina intorno alle 11.30, terminata poco prima delle 20, orario in cui era prevista la prima chiama della fiducia posta dal governo in Aula alla Camera sul ddl anticorruzione, e aggiornata a domani alle 13: così l'Italia dei Valori ha iniziato a fare i conti con la sua situazione politica, dopo il caso di Maruccio nel Lazio, la puntata di Report andata in onda domenica scorsa sui conti del movimento e il risultato in Sicilia dove il soggetto guidato da Antonio Di Pietro si è fermato al 3,5% non superando lo sbarramento del 5% necessario per eleggere deputati all'Ars. Di Pietro, interpellato alla Camera dai giornalisti sull'andamento della riunione, si è trincerato dietro un mutismo assolutamente inedito per l'ex pm: nemmeno una parola. Il leader Idv è andato via da Montecitorio con la testa china su alcuni appunti senza mai alzare lo sguardo. Secondo alcune indiscrezioni, però, la riunione nella sede del partito a via Santa Maria in Via, proprio dietro la Galleria Alberto Sordi, non è stata facile: lo dimostra la durata, quasi nove ore a fronte delle due o tre solite impiegate per prendere decisioni dall'ufficio di presidenza che è composto, oltre a Di Pietro, dai capigruppo di Camera e Senato, Massimo Donadi e Felice Belisario, dal portavoce nazionale Leoluca Orlando, dal capogruppo all'Europarlamento Niccolò Rinaldi, dal tesoriere nazionale, Silvana Mura, dal responsabile nazionale organizzazione Ivan Rota, dal responsabile nazionale Enti Locali, Ignazio Messina, dal coordinatore nazionale dei consiglieri e degli assessori regionali, Carlo Costantini, e dal coordinatore nazionale dei dipartimenti tematici, Maurizio Zipponi. Tuttavia, assicurano fonti parlamentari, tutte le decisioni prese finora sono state all'unanimità. Una di queste è che il congresso, chiesto con insistenza da Donadi, non si terrà prima delle elezioni politiche del 2013.

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