martedì 24 gennaio | 21:03
pubblicato il 28/set/2011 19:47

I costruttori fischiano Matteoli: vergogna. Lui: mancano i soldi

Ance: risorse infrastrutture; parte imprenditori lascia assemblea

I costruttori fischiano Matteoli: vergogna. Lui: mancano i soldi

Roma, 28 set. (askanews) - Dura contestazione, con fischi e urla, contro il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Altero Matteoli, da parte di un gruppo di costruttori dell'Ance. "Vergogna, basta, usciamo", hanno urlato, durante l'assemblea dell'Ance, alcuni contestatori interrompendo così il discorso del ministro che stava elencando gli interventi adottati dal governo a favore del settore delle infrastrutture. In molti hanno poi abbandonato la sala del Palazzo dei Congressi all'Eur, mentre il ministro, dopo un attimo di smarrimento, ha subito minimizzato: "Mi rendo conto del momento difficile, sono abituato a ben altro". La contestazione, comunque, è arrivata al termine di un'assemblea incentrata su un chiaro ultimatum al governo: "il tempo è scaduto", ha detto infatti il numero uno dell'Ance, Paolo Buzzetti, sottolineando che sul Dl Sviluppo il governo si sta giocando l'ultima chance di credibilità". I numeri, del resto, parlano chiaro, il settore è in profonda difficoltà. Dall'inizio della crisi i posti di lavoro persi nelle costruzioni sono circa 230mila, che raggiungono le 350mila unità se si considerano anche i settori collegati alle costruzioni. Dunque, il Dl Sviluppo rappresenta ora "una grande opportunità" per invertire la rotta e tornare a puntare sull'edilizia "motore fondamentale dell'economia", ma un piano " a costo zero - ha avvertito Buzzetti - o è una chimera o è una presa in giro". "I soldi ci sono, spendiamoli", è l'appello che Buzzetti ha lanciato al governo chiedendo di non concentrare le "poche risorse" solo sulle grandi opere. Ma Matteoli ha subito messo in chiaro: "Soldi non ce ne sono, il finanziamento avviene attraverso la defiscalizzazione". Ma ad incrinare i rapporti tra costruttori e governo c'è anche tutta la questione ancora aperta dei ritardi nei pagamenti da parte della P.A. E, su questo fronte, i costruttori non intendono più fare sconti: "ci hanno già bocciato tre soluzioni, la Cassa depositi e prestiti sta studiando l'ennesima soluzione, se anche questa fosse bocciata invito i nostri associati ad agire per vie legali".

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