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pubblicato il 03/set/2011 05:00

Guerra tra procure su caso Tarantini, segretaria Premier dai Pm

La procura di Lecce indaga sui pm di Bari: dubbi sulla regolarità delle indagini. All'origine la denuncia del giudice Scelsi

Guerra tra procure su caso Tarantini, segretaria Premier dai Pm

Bari, 3 set. (askanews) - I pm di Napoli hanno interrogato la segretaria di Silvio Berlusconi, Marinella Brambilla, nell'ambito dell'inchiesta sul caso Tarantini, nel quale il premier risulta come parte lesa. Nelle conversazioni intercettate si fa riferimento a un colloquio tra la Brambilla e Valter Lavitola, editore dell'Avanti e attualmente ricercato dalla Digos, in merito a "fotografie da stampare" ma per gli inquirenti si tratterebbe di denaro. I soldi, secondo i magistrati sarebbero stati estorti da Tarantini a Berlusconi, in cambio della promessa di continuare a sostenere che il premier non sapeva che le donne portate da Tarantini a casa sua erano pagate. Un nuovo fascicolo si è aperto intanto sul caso ma questa volta oggetto dell'inchiesta sono gli stessi pm di Bari che hanno indagato sull'imprenditore pugliese e sua moglie Angela Devenuto, arrestati ieri. La procura di Lecce ha aperto infatti un'inchiesta, in cui non figurano per ora indagati, per capire se ci siano state irregolarità nello svolgimento dell'indagine e se, come Tarantini millantava in alcune intercettazioni, davvero l'imprenditore avesse sponde all'interno della procura di Bari. L'indagine appena partita ha all'origine una lettera scritta dall'ex sostituto procuratore di Bari Giuseppe Scelsi al Csm, in cui denunciava di non essere stato messo in condizioni di concludere l'inchiesta e criticava il procuratore capo Antonio Laudati, segnalando una serie di situazioni secondo lui illegittime. "Pura fantasia". Così Berlusconi ha bollato le accuse che riguardano anche Valter Lavitola, direttore ed editore del quotidiano "Avanti!", ricercato dalla Digos con l'accusa di aver trattenuto parte delle somme versate dal premier. "Ho solo dato una mano a una famiglia in difficoltà", ha detto il Cavaliere che ha anche negato una delle intercettazioni dell'inchiesta in cui lui stesso si sarebbe detto pronto a lasciare presto l'Italia: "Sono cose dette a tarda sera, magari con un sorriso o in modo paradossale, è una cosa che non esiste". Berlusconi ha spiegato, anzi, che anche a causa della pubblicazione delle intercettazioni sui media: "Una cosa insopportabile", è deciso a non lasciare la politica: "Resto qui anche per questo motivo, per cambiare questo Paese". Secondo i pm inoltre, Tarantini avrebbe anche concordato le iniziative processuali più idonee per "costringere Berlusconi a disporre il pagamento di ulteriori somme". Sulla questione i magistrati potrebbero anche voler sentire lo stesso Berlusconi. "Se noi attraverso le indagini avremo la necessità di sentirlo, ci metteremo d'accordo e lo sentiremo", ha detto il procuratore capo di Napoli, Giandomenico Lepore. Rcc/Xba/Rcc/Bat

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