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pubblicato il 30/set/2015 10:02

Guerini: soluzione in Aula al Senato per emendamenti a riforme

"Pd non tratta con Lega. Approfondiremo tema elezione capo Stato"

Guerini: soluzione in Aula al Senato per emendamenti a riforme

Roma, 30 set. (askanews) - Il 13 ottobre "in ogni caso" resta la data stabilita per l'approvazione della riforma e dunque "credo che durante il percorso in Aula si debbano cercare soluzioni nell'attuazione delle disposizioni del regolamento" per superare i 380mila emendamenti comunque ammessi dal presidente del Senato Pietro Grasso. Lo ha detto il vicesegretario del Pd Lorenzo Guerini, intervistato dal Corriere della Sera all'indomani della decisione di Grasso di 'cassare' gli oltre 70 milioni di emendamenti presentati da Roberto Calderoli su supporto informatico ma di lasciare per l'esame dell'aula quelli già ritenuti ammissibili dalla presidente della I Commissione Anna Finocchiaro.

"Rispettiamo la decisione del presidente Pietro Grasso, ma sulle riforme resta ancora un ostruzionismo pesante", ha detto ancora Guerini. E di sicuro la "soluzione" cercata dal vicesegretario Dem non passa da un'intesa con la Lega: "Non c'è nessuna trattativa in corso, non si può fare con chi ti ricatta. E poi Salvini ha detto che la riforma non è importante e che dobbiamo occuparci d'altro. Bene, faccia una telefonata a Calderoli e glielo spieghi: così ci aiuta a voltare pagina".

Quanto all'altro passaggio ancora da definire, l'ammissibilità degli emendamenti all'articolo 2, contro la cui legittimità il Pd si è espresso, Guerini ha spiegato: "Nel Pd si è raggiunta un'intesa sul tema. Si è deciso di coinvolgere i cittadini nella scelta dei nuovi senatori. E il presidente Grasso ha sempre auspicato che si trovasse un'intesa, prima della sua decisione. Ora l'intesa c'è". E se li ammettesse? Cambierebbe qualcosa per voi? "Non ragioniamo su ipotesi, è sbagliato fare pressioni".

Infine, sul confronto nel merito della riforma con la minoranza Pd, Guerini ha precisato che sul fronte delle norme transitorie - quelle per l'elezione del 'primo' nuovo Senato presumibilmente nel 2018 - "lavoreremo con tempestività per approvare la nuova legge ordinaria che traduca i principi inseriti in Costituzione. Certo, non è pensabile mandare le Regioni al voto nel 2018 prima della loro scadenza naturale". La minoranza chiede che si intervenga anche sul corpo che elegge il Presidente della Repubblica: "Siamo intervenuti sulle modalità di elezione della Consulta: approfondiremo ulteriormente anche questo tema nel corso dei lavori in Aula".

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