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pubblicato il 13/lug/2015 12:01

Grillo: sulla Grecia strategia del terrore, è un colpo di Stato

Ruocco: metodi ricordano la mafia, vogliono patrimoni paesi deboli

Grillo: sulla Grecia strategia del terrore, è un colpo di Stato

Roma, 13 lug. (askanews) - Sulla Grecia "la strategia dell'eurogruppo è quella del terrore: colpirne uno per educarne 19". "La democrazia è sospesa: l'umiliazione della Grecia è un monito per tutti i Paesi che vogliono il riconoscimento della loro sovranità". Lo scrive Beppe Grillo sul suo blog in un post che rilancia l'hastag "#ThisIsACoup, questo è un colpo di Stato".

"Una settimana - evidenzia il leader M5s - per spezzare le reni alla Grecia. Varoufakis si dimette (viene rimosso?) dalla guida del suo ministero. L'ingerenza degli USA. La proposta di Tsipras uguale per il 95% a quella bocciata dai greci. Il voto del referendum greco calpestato. La Grecia umiliata dalla Germania. Tsipras che si toglie la giacca davanti a Merkel e Hollande: "Prendete pure questa". Tsipras spinto alle dimissioni per un nuovo governo di "unità nazionale" gradito alla Troika".

Nel suo post Grillo richiama anche l'intervento della deputata Carla Ruocco: l'accordo raggiunto a Bruxelles contiene "una serie di misure durissime" e il metodo messo in campo "ricorda molto la mafia, che presta soldi a tassi impossibili ad aziende in difficoltà, per poi acquisirle quando il loro valore si è sostanzialmente annullato. Questa è l'idea di Europa che hanno Schauble e soci, quella di acquisire i patrimoni dei paesi più deboli dopo averli strozzati con tassi usurai".

"Ora - prosegue la parlamentare M5s - c'è da capire quale sia la tipologia del fondo in cui confluiranno i beni greci, di quali asset si parla e per quale valore, si ipotizza fino a 52 miliardi di euro. Intanto dopo Varoufakis, è ora a rischio anche Tsipras messo in crisi da queste nuove misure lacrime e sangue. L'essere sgraditi ai tedeschi vale più di regolari elezioni greche".

"In pratica - secondo Ruocco - il tentativo neanche troppo nascosto è di mettere le mani sui porti, sulle isole e sull'arte greca che comprensibilmente fanno gola per molti motivi. Il problema è che questa non è politica di tipo europeo comunitario, ma semplicemente coloniale. E di forme di colonialismo che vedono coinvolti nord e sud ne è piena la storia, basta solo saperle riconoscere".

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