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pubblicato il 11/mar/2013 12:00

Grillo sfida Bersani su rimborsi e scontro con Berlusconi

Crimi: "Come in Belgio, Parlamento può lavorare senza Governo"

Grillo sfida Bersani su rimborsi e scontro con Berlusconi

Roma, 11 mar. (askanews) - Il Pdl riapre la battaglia sulla giustizia ma nel giorno dell'arrivo a Montecitorio e palazzo Madama dei primi parlamentari a 5 stelle, lo scontro politico è più caldo sull'asse Beppe Grillo- Pier Luigi Bersani. Il comico genovese affida all'ex magistrato (ed ex parlamentare del Pds) Ferdinando Imposimato, ospite del suo blog, il compito di liquidare gli 8 punti programmatici lanciati dal leader del Pd: "Sono acqua calda", è il messaggio, e "fa bene Grillo a non accettarli; sarebbe un suicidio". Poi lancia la sfida sul terreno più difficile per il rivale: Bersani, scrive Grillo, "dichiari su carta intestata, come ha fatto il M5S, la volontà di rifiutare i rimborsi elettorali con una firma. Per facilitare il compito ho preparato il documento che Bersani può firmare per ufficializzare il rifiuto. Bersani, firma qui! Meno parole e più fatti". Ma nei primi movimenti dei fedeli di Grillo in Parlamento c'è qualcosa che va al di là della sfida sulla retorica anti-casta e dello scontato no alla fiducia a un eventuale Governo Bersani, ribadito anche dalla capogruppo M5S in pectore alla Camera, Roberta Lombardi: "Non ci sarà accordo con il Pd, lo escludo categoricamente. Se c'è chi deciderà di farlo sarà fuori dal Movimento". E' il suo omologo al Senato, Vito Crimi, a lanciarsi per primo sui terreni della azione parlamentare, precisando attese e intenzioni del Movimento. A suo giudizio "il Parlamento le commissioni si possono insediare, si può legiferare". Insomma, un po' quello che è successo in Belgio? "Si, perché no?", dice Crimi a chi gli ricorda che le trattative per la formazione del Governo del Paese nordeuropeo sono durate 540 giorni anche se, precisa, "la palla sta a Napolitano". Altra mossa non di poco conto, per i 5 stelle quotidianamente bombardati da appelli alla fiducia e alla responsabilità che vengono soprattutto da ambienti di sinistra, il frontale con il Pdl. Contro i magistrati manifestazioni "indegne", dice Crimi, che annuncia un voto "ovviamente" favorevole dei suoi colleghi per una ipotetica richiesta di arresto che dovesse arrivare all'indirizzo di Silvio Berlusconi. Non solo: Crimi si dice pronto a votare per la "ineleggibilità, in quanto concessionario di servizio pubblico" del leader del Pdl, "se saremo nella Giunta" di verifica poteri. Un passo che, a fronte dell'appello di Micromega per il rispetto della legge del 1957 sui conflitti di interessi degli eletti, costringerebbe il Pd a una scelta imbarazzante: 'salvare' Berlusconi o avviare uno scontro istituzionale durissimo e certo non apprezzato dal Quirinale.

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