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pubblicato il 28/lug/2014 12:00

Grillo sbeffeggia Serracchiani: "è straordinaria, 'belin'..."

"Reddito minimo garantito in Friuli vittoria nostra, non sua"

Grillo sbeffeggia Serracchiani: "è straordinaria, 'belin'..."

Roma, 28 lug. (askanews) - "Belin, ragazzi. La Serracchiani è straordinaria. Io non ho più parole...". Beppe Grillo, via facebook ricorre alla più classica delle imprecazioni genovesi per mettere all'indice il tentativo di Deborah Serracchiani, governatrice del Friuli Venezia Giulia e vicesegretario Pd fra i protagonisti del tavolo di tavolo di trattativa sulle riforme che c'è stato fra Pd e M5S, per aver tentato di ridimensionare il ruolo svolto dai pentastellati friuliani per l'approvazione dell'ordine del giorno in consiglio regionale che impegna il Friuli al reddito minimo garantito. "In Friuli Venezia Giulia - è scritto nel comunicato M5S del Friuli che Grillo rilancia insieme al video delle dicjhiarazioni di Serracchiani sull'odg- una grande vittoria del Movimento. E' stato approvato l'ordine del giorno sul reddito minimo garantito che impegna la giunta ad attivarsi per reintrodurre la sperimentazione di forme articolate di sostegno al reddito per contrastare e prevenire il fenomeno della povertà. Grazie al nostro pressing dal 2015 partirà la sperimentazione del sostegno. Un grande successo del MoVimento 5 Stelle che ha dato grande fastidio alla maggioranza di centrosinistra e, in particolare, alla presidente Serracchiani che la notte scorsa in Aula si è lanciata in una scomposta invettiva per sminuire il nostro lavoro. Un tentativo, mal riuscito, di oscurare una vittoria politica che è sotto gli occhi di tutti. Probabilmente a causa della stanchezza, Debora Serracchiani ci ha accusato di proclamarci "migliori degli altri per il fatto di non avere esperienza" solo per aver nuovamente messo in discussione le indennità di consiglieri regionali. In realtà, se c'è qualcuno che presume di essere migliore di tutti gli altri delegittimando il lavoro dei consiglieri regionali e imponendo leggi e riforme che il Consiglio non può far altro che ratificare, è proprio la presidente. Non abbiamo ancora imparato a esser indagati o condannati per danno erariale, né a proporre emendamenti per acquistare treni inutili, né a voltarci dall'altra parte invece di vigilare sulle voragini di bilancio di alcune partecipate. E il riferimento a Ziac e Mediocredito non è puramente causale".

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