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pubblicato il 12/dic/2013 12:00

Grillo: Napolitano incompatibile con funzione di Presidente

'Partiti non lo coprano più: sue dimissioni prima di impeachment'

Grillo: Napolitano incompatibile con funzione di Presidente

Roma, 12 dic. (askanews) - "Oggi va sollevata una questione di incompatibilità tra l'aggressivo ruolo politico di parte assunto dal Presidente e la funzione attribuita dalla Costituzione al Presidente della Repubblica, tra un esercizio esorbitante dei poteri presidenziali e la permanenza in quella carica". Lo ha scritto sul proprio blog il leader M5S Beppe Grillo, sottolineando che "il precipitare della grave questione costituita dai comportamenti sempre più abnormi e inquietanti del Presidente della Repubblica non è che l'ultimo anello della spirale involutiva che sta stringendo il Paese". "Occorrerebbe in questo momento cruciale - ha affermato Grillo nel nuovo je accuse contro il presidente della Repubblcia- senso della misura da parte di tutti, per ristabilire un minimo di ordine nei rapporti istituzionali e politici, per porre sui binari giusti il contenzioso che si è venuto accumulando, per dare all'opinione pubblica il senso di un chiarimento e di un rinnovamento possibili alla vigilia di una cruciale prova elettorale". Mentre "si è totalmente smarrito il senso della misura al Quirinale". "Non c'è stata misura - ha attaccato ancora il leader M5S- nelle scelte del Partito Democratico, da quando decise di schierarsi sconsideratamente come "partito del presidente" e ora che ha ripreso a farlo nel modo più clamoroso. Riflettano tutti i partiti sul modo di porre questa che può configurarsi come una questione politica di dimissioni del Capo dello Stato: non si copra, nessuno, con l'alibi che rischia di diventare il problema dell'iniziativa di messa in stato di accusa annunciata - ma non ancora formalizzata". "I fenomeni di crisi che già investono l'economia, con i connessi rischi di crescente tensione sociale, il complessivo degrado del "sistema Italia" alla vigilia di impegnativi sviluppi sulla via dell'integrazione europea, richiederebbero un quadro istituzionale e politico profondamente rinnovato, capace di garantire, attraverso una limpida dialettica democratica, scelte chiare e azioni efficaci. Ne siamo invece drammaticamente (dannatamente?) lontani, anche e soprattutto per la sordità mostrata negli anni e nei mesi scorsi dai maggiori partiti di governo di fronte all'esigenza di riformare il sistema e di contenere così l'onda delle reazioni di insofferenza e di rigetto che andava montando nell'opinione pubblica". (segue)

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