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pubblicato il 13/mag/2015 17:29

Grillo mette nel mirino l'Eni: sistema corruttivo, sarà svenduta

Atto d'accusa ad assemblea azionisti. Ripresa? "Balle del Governo"

Grillo mette nel mirino l'Eni: sistema corruttivo, sarà svenduta

Roma, 13 mag. (askanews) - La campagna elettorale del Movimento 5 stelle passa per il palazzo direzionale dell'Eni, al laghetto dell'Eur. Beppe Grillo fa irruzione all'assemblea degli azionisti della società petrolifera e arringa i presenti con un pesantissimo atto d'accusa. "Eni - dice - da molti anni ha dato vita ad un sistema corruttivo di portata internazionale". Un sistema che si fonda "su tre gambe", sostiene Grillo. Tre gambe che lui sintetizza così: la corruzione, il Governo e il dissesto politico-sociale dei Paesi africani "depredati".

Interrotto dalla presidente dell'Eni Emma Marcegaglia, che lo invita a stare attento a quel che dice, Grillo legge un testo che cita fra le altre cose alcune inchieste giudiziarie che hanno coinvolto l'ex ente pubblico. Poi parla di un articolo del Corriere della sera che descrive, spiega, il flusso dei proventi dell'estrazione del petrolio in Libia da parte della compagnia italiana, che, attraverso la Banca centrale del paese nordafricano vanno a suo dire "a tutte le fazioni e le tribù che si spartiscono un territorio in preda al caos, compreso lo Stato Islamico! Come dire che Eni, una società sotto il controllo del Governo, finanzia indirettamente il terrorismo islamico e la compravendita illegale di armi da guerra da parte di tutte le fazioni in campo, grazie ad un sistema di tangenti capillare".

Unica cautela "legale" da parte di Grillo (che poi ai giornalisti confida: "Querele? Facciano quello che gli pare, le inchieste ci sono") l'espressione della "speranza" che l'amministratore delegato di Eni Claudio Descalzi risulti innocente. Ma la visione politica non ammette mezze misure: "Il sospetto - avverte - è che dietro ad una gestione così scellerata di un'azienda pubblica strategica ci sia la volontà di svincolare Eni da qualsiasi controllo pubblico e di gettarla in pasto ai privati", avverte, rincarando poi la dose: "Il disegno è chiaro: dietro la spoliazione di sovranità degli Stati nazionali c'è la fame di profitto di poche multinazionali e del mondo speculativo. L'Euro e i trattati europei servono a questo e l'Italia è una preda molto succulenta".

Dall'avvio della privatizzazione di Eni, secondo il leader M5S, "l'azienda è stata ridimensionata, spolpata, indebitata, svuotata di ogni finalità pubblica andando ad alimentare la rete di corruzione internazionale di cui ho parlato. Eni si comporta già da anni come un'azienda privata, ma presto verrà definitivamente svenduta, probabilmente a investitori esteri". Uno scenario che si inquadra anche nella lettura dei primi timidi segnali di ripresa economica: "Ma quale ripresa? Non c'è crescita, non c'è ripresa di posti di lavoro", tuona Grillo. "Siete voi - dice ai giornalisti - il tramite delle balle".

A fine assemblea arriva la replica di Descalzi: "Non si può dire che deprediamo. E' l'opposto. Lo dice - afferma il numero uno di Eni - solo chi non conosce la nostra società. Eni è partita da lontano ma è arrivata molto dopo gli altri. Siamo riusciti ad andare in Africa e negli ultimi 15 anni siamo diventati i primi. Siamo una società africana. Abbiamo rispetto per queste persone e capacità di integrarci. Noi viviamo con loro. Siamo i primi che invece di produrre per esportare, e abbiamo incominciato in Libia, Nigeria, Congo e ora lo faremo in Mozambico, il gas lo sviluppiamo per la parte domestica".

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