lunedì 16 gennaio | 12:51
pubblicato il 19/apr/2012 09:17

Governo/Tensione in maggioranza su Passera, Monti a prova numeri

Al via alla Camera dibattito su fiducia n.15, 'verdetto' alle 13

Governo/Tensione in maggioranza su Passera, Monti a prova numeri

Roma, 19 apr. (askanews) - E' iniziato alla Camera il dibattito sulla fiducia al Governo Monti posta ieri dal ministro Piero Giarda a nome dell'esecutivo sul decreto fiscale. La chiama dei deputati ci sarà intorno a mezzogiorno, dopo circa un'ora è attesa la proclamazione del risultato. Si tratta della fiducia numero 15, la prima a Montecitorio dopo il richiamo su richiesta delle opposizioni Idv e Lega venuto dal Colle all' esecutivo sul ricorso alla decretazione d'urgenza e al ricorso a procedure che bypassano l'ordinario iter legislativo parlamentare. Decisione tecnica, quella di porre la fiducia, legata ai tempi obbligati per la conversione in legge del decreto ma che assume valenza decisamente politica a causa delle tensioni in crescendo in queste settimane dentro la maggioranza, non sedate dalle sei ore di vertice notturno Monti-Abc di martedì e se possibile acuite dall'annuncio ieri sera del leader Udc Pier Ferdinando Casini, il più fedele e convinto sostenitore del governo Monti e della trasformazione della 'maggioranza strana' in alleanza politica, se possibile anche elettorale, di un rilancio in queste ore del 'Partito della nazione' in gestazione nel Terzo Polo, con l'adesione anche di "ministri tecnici" al progetto, insieme a forze politiche e personalità di diversa estrazione. Corrado Passera, 'faccia' della crescita e dello sviluppo in primis, uomo chiave nella annunciata ma ancora non decollata 'fase due' del governo Monti. L'annuncio di Casini giunto a tarda sera è stato benzina sui covoni già ardenti nel Pdl, dopo il via libera del Governo annunciato proprio da Passera alla gara sulle frequenze tv e l'annullamento definitivo del beauty contest. Una scelta messa all'indice pubblicamente dai vertici Mediaset (da Fedele Confalonieri a Piersilvio Berlusconi) e a causa della quale l'ex Premier Silvio Berlusconi ha annullato il pranzo a palazzo Chigi con il Presidente del Consiglio Mario Monti, da lui ufficialmente annunciato e confermato ancora poche ore prime del 'no grazie' di palazzo Grazioli, che pure ha motivato la decisione in chiave pro-Monti: "per evitargli imbarazzi", appunto, sulle frequenze tv.

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