martedì 06 dicembre | 19:53
pubblicato il 13/ott/2011 15:32

Governo/Scajola: Non pugnalo alle spalle, ma serve grande scossa

"Pdl non è mai nato davvero, ora costruiamo partito dei moderati"

Governo/Scajola: Non pugnalo alle spalle, ma serve grande scossa

Roma, 13 ott. (askanews) - "Noi non siamo né carbonari né gente abituata a pugnalare alle spalle. Diciamo quel che pensiamo e cioè che è necessario che Berlusconi sia artefice di una grande scossa, di una grande svolta, come fece nel '94 quando fermò la 'gioiosa' macchina da guerra di Occhetto. Altrimenti il Paese non si salva". Lo scrive Caludio Scajola, sul sito della sua Fondazione, per fare "chiarezza" sulle voci che lo descrivono come "frondista" o "traditore", pronto a sottrarre il sostegno al premier. "notizie infondate", dice, frutto di una "cattiva informazione". "Qui non è questione di fede, di amore, di dedizione, ma - spiega l'ex ministro - di costruire un progetto politico capace di garantire una maggioranza moderata alle prossime elezioni politiche. Per farlo occorre avere il coraggio di mettere in discussione alcuni schemi e anche certe convenienze per realizzare qualcosa di più grande di ciascuno di noi". "Il Pdl - sostiene Scajola - non è mai nato davvero. Oggi più che mai c'è bisogno di costruire un percorso dove il nuovo Pdl possa diventare il raccoglitore di un partito dei moderati in cui dentro si ritrovino tutti quelli che si sono persi in questo bipolarismo anomalo". Ma ciò "non ha nulla a che fare con le illazioni sulla 'rinascita della Democrazia Cristiana'": "Nessuno che conosca la realtà italiana può seriamente pensare ad una rinascita della Dc. Tutt'altra cosa è lavorare, come noi facciamo, perchè si possano ritrovare insieme coloro che si riconoscono in certi valori per un progetto nuovo, chiamiamolo partito dei moderati o altro, che possa rimettere insieme le tradizioni importanti della cultura occidentale, tra cattolici e laici, del nostro Paese. Il percorso per il partito dei moderati però va iniziato!". Scajola è dell'avviso che debba essere Berlusconi a "prendere in mano una situazione difficile per allargare il consenso parlamentare. C'è bisogno di un governo con una maggioranza più vasta per garantire di poter uscire dalla situazione difficile in cui siamo. Berlusconi è stato il protagonista della politica negli ultimi vent'anni e può esserlo ancora nella nuova fase che si deve aprire".

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