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pubblicato il 16/nov/2011 20:49

Governo/Monti al via con squadra cattolici,la Chiesa 'benedice'

Ma Bagnasco ricorda radici cristiane Ue e valori irrinunciabili

Governo/Monti al via con squadra cattolici,la Chiesa 'benedice'

Roma, 16 nov. (askanews) - Nel salone delle feste del Quirinale Andrea Riccardi viene accolto con un abbraccio da Arrigo Levi, consulente di Giorgio Napolitano, esponente della comunità ebraica, antica amicizia della comunità di Sant'Egidio fondata nel 1968 dal neoministro. Parla fitto, lui responsabile dell'Integrazione, con la neoministra dell'Interno Anna Maria Cancellieri. Stringe le mani ai colleghi, neofita tra neofiti, ma alla foto di gruppo si ritrova accanto al Presidente della Repubblica. Renato Balduzzi, nuovo responsabile della Salute, al momento di giurare si alza e si risiede, per un disguido è finito ultimo della lista nonostante la posizione delle poltrone, sorride divertito ai nuovi colleghi. Resta in disparte per tutta la cerimonia, ad un estremo della seconda fila, le braccia incrociate, il ministro dei Beni culturali, Lorenzo Ornaghi, ex rettore della Cattolica. Mentre Corrado Passera, ministro dello Sviluppo economico, presente all'incontro delle associazioni di Todi come Riccardi e Ornaghi, si concede a fine cerimonia alla telecamere assiepate. Inizia così l'esperienza dei 'cattolici' del governo Monti. Piovono congratulazioni dal mondo cattolico per la nuova squadra, da Azione cattolica alle Acli, da 'Famiglia cristiana' al 'Sir' al cardinale Tarcisio Bertone. Ironico il commento dell'Unione atei e agnostici razionalisti (Uaar): "Il governo Monti sancisce dunque ufficialmente la rinascita della Democrazia Cristiana, di cui non erano in molti a sentire la mancanza: l'auspicio del card. Bagnasco, presidente Cei, si è concretizzato persino prima del previsto". Di certo i vertici ecclesiali osservano attentamente quanto accade nei palazzi della politica. Mentre, poco prima di salire al Quirinale, compare tra gli applausi all'inaugurazione della mostra 'Democrazia cristiana per l'Italia unita', Andrea Riccardi a un certo punto risponde al cellulare: "Eminenza...". Intanto la Conferenza episcopale italiana, oggi, tace. Mons. Mariano Crociata non commenta il nuovo esecutivo con i cronisti che lo interpellano a margine di un convegno. Il cardinale Angelo Bagnasco evita di parlare di Italia, e, ad un seminario sull'Europa, parla della necessità di "una nuova assunzione di responsabilità" nel vecchio continente e ribadisce i valori irrinunciabili per la Chiesa, dalla tutela per la vita alla promozione della famiglia, alla libertà di educazione. "Occorre che l'Europa, pure al di là delle enunciazioni formali contenute nel Trattato - afferma - riconosca le proprie radici religiose e specificamente cristiane". Non che la Conferenza episcopale italiana sia contraria al nuovo esecutivo, anzi. Ma, come ha spiegato lo stesso Bagnasco pochi giorni fa, se la Chiesa è capace di mediazione politica, ci sono alcuni paletti invalicabili. 'Avvenire', che non ha mancato di augurare buon lavoro a Monti, pubblica da giorni dei 'memorandum' per il nuovo governo: educazione, lavoro, famiglia, volontariato...

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