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pubblicato il 10/nov/2011 21:42

Governo/Lega: A Monti opposizione seria, e vediamo quanto regge

No a offerta per Maroni ministro, malumore per scelte Berlusconi

Governo/Lega: A Monti opposizione seria, e vediamo quanto regge

Roma, 10 nov. (askanews) - Fuori dal governo Monti, nessuna possibilità di appoggio esterno, ma la disponibilità a confrontarsi sul merito dei provvedimenti. La posizione della Lega la riassume a fine giornata Umberto Bossi, e come non accadeva da mesi rispecchia la compattezza ritrovata del Carroccio. Perchè stavolta sono tutti d'accordo sulla opportunità di escludersi dalle larghe intese, ma al tempo stesso non farsi tagliare completamente fuori. Con una scommessa: "Vediamo quanto reggerà questo governo". Una compattezza mostrata anche questa mattina nel rifiutare ancora una volta l'offerta della conferma del Viminale per Roberto Maroni. Arrivata pubblicamente come auspicio da Emma Marcegaglia, ma anche riservatamente da chi sta lavorando alla composizione del nuovo governo: "Concludo qui la mia esperienza", ha tagliato corto il ministro rispondendo alla presidente degli industriali. Perchè sulla scelta del Carroccio di restare fuori pesano a favore diversi fattori. Il primo è che "probabilmente lo spread calerà, ma non è che questo governo salverà l'Italia. E' il governo di quella stessa finanza che ha scatenato l'attacco contro i nostri titoli e ci ha aggrediti", ragiona un deputato di primo piano del Carroccio. La conseguenza è che "verranno fatte proposte inaccettabili, che andranno contro il Nord: e il nostro compito in Parlamento sarà facilissimo...". Del resto, affermano dalla lega, "già oggi sul maxiemendamento c'erano dettature da fuori...". Il ragionamento si conclude con una scommessa: "Vedremo tra qualche mese i partiti che oggi appoggiano questo governo cosa penseranno, quando si renderanno conto di quanto pagheranno le scelte impopolari che verranno fatte". Insomma, "non è detto che arrivino a fine legislatura, e a quel punto la nostra posizione renderà ancora di più". E tuttavia questo non significa che l'opposizione della Lega sarà barricadera. E' lo stesso Bossi a confermare in serata: "E' meglio stare fuori, dal di fuori puoi contrattare volta per volta le cose. Su alcune possiamo essere d'accordo su altre no". Ovvero, traduce un dirigente, "dimostreremo come si fa un'opposizione seria, e se dovessero proporre qualche riforma, ci siederemo a discutere". Una posizione confermata da un'altra indiscrezione: Calderoli avrebbe chiesto di essere assegnato alla commissione Affari Costituzionali del Senato proprio per sfidare su quel terreno il governo delle larghe intese. Un atteggiamento necessario anche per non restare fuori dal vero tavolo che interessa al Carroccio, quello che potrebbe aprirsi sulla futura legge elettorale. Ma se tutti nella Lega sono d'accordo sul non strapparsi i capelli per il governo tecnico, questo non vuol dire che l'atteggiamento di Silvio Berlusconi sia stato ben digerito dal Carroccio: "Non si sta comportando correttamente, mentre noi abbiamo rispettato i patti fino all'ultimo: anche a costo di perdere voti, siamo rimasti nonostante un anno fa gli avessimo chiesto le elezioni e da tre mesi gli chiedessimo il passo indietro. Lui invece - è l'accusa che lancia un dirigente di primo piano della Lega - ha mollato sul governo tecnico, e ha reso impossibile la strada del voto anticipato: ha ceduto alle pressioni di parte del suo partito, a quelle di Letta, e al crollo del titolo Mediaset...". Il risultato è che "gli sta esplodendo il partito, e noi ci faremo trovare pronti come alternativa credibile di governo quando si capirà come ricomporrà il centrodestra". Anche per questo Bossi ha preso tempo sulla domanda in merito alle future alleanze, mandando avanti il presidente leghista del Consiglio Regionale della Lombardia, Davide Boni. "Se ci sarà un governo tecnico senza la Lega, si rompe l'asse con il Pdl".

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