martedì 17 gennaio | 22:58
pubblicato il 12/ott/2011 22:11

Governo/Bossi-Berlusconi avanti su riforme.Ma deadline è gennaio

Per evitare esecutivo tecnico meglio voto nel 2012

Governo/Bossi-Berlusconi avanti su riforme.Ma deadline è gennaio

Roma, 12 ott. (askanews) - Prima di tutto un provvedimento in grado di dare una scossa all'economia, poi le riforme costituzionali, con una scaletta temporale certa. Ma se a gennaio si dovesse constatare che non ci sono le condizioni per realizzare questi obiettivi, meglio andare a votare. Un ragionamento su cui, riferiscono fonti di entrambi gli schieramenti, concordano sia Silvio Berlusconi che Umberto Bossi. Anche se venerdì dunque il governo dovesse ottenere la fiducia, il premier e il leader della Lega si danno tempo fino all'inizio del 2012 per verificare se resistere ancora a palazzo Chigi abbia senso. Anche dalle parti di palazzo Grazioli si starebbe facendo strada l'idea che l'ipotesi del voto anticipato, provocato da una crisi a cavallo tra il 2011 e il 2012, consentirebbe al premier di evitare esecutivi tecnici e trattare con il Terzo Polo dopo le elezioni su un nome diverso da quello del Cavaliere. Berlusconi e Bossi potrebbero tornare davanti agli elettori con l'attuale legge elettorale, garantendo i fedelissimi e 'punendo' i malpancisti. Certo, la strategia comporta alcune controindicazioni, non ultima il terrore dei peones che vedono le urne come il fumo negli occhi. Per questo, Berlusconi intende domani rassicurare in Aula i parlamentari della maggioranza sul completamento della legislatura. Ma l'ipotesi di voto anticipato è ripresa a circolare insistentemente. E le tensioni provocate da Scajola, al pari delle manovre degli altri gruppuscoli della maggioranza, dimostrerebbero proprio che il timore del voto anticipato si sta impossessando del Parlamento. Del resto, la dichiarazione del capogruppo alla Camera del Carroccio, Marco Reguzzoni, è stata esplicita: "Da Berlusconi ci aspettiamo un discorso coraggioso, che parli dei temi che interessano davvero alla gente ovvero il rilancio dell'economia, e che fissi date certe per le riforme costituzionali in modo che la nostra presenza al governo abbia un senso vero". E proprio di questo si dovrebbe parlare stasera a palazzo Grazioli, nell'incontro tra i due leader del centrodestra, alla presenza di Roberto Calderoli. Un'agenda rigorosa, con tanto di date, per "dare senso" al governo. Magari con Berlusconi che proverà a farsi aiutare da Bossi a convincere Giulio Tremonti a 'rimpolpare' con risorse fresche il decreto sviluppo. Lunedì, dopo l'incontro a via Bellerio, Bossi aveva fatto rendere pubblico il suo sostegno alla linea rigorista del ministro dell'Economia, e quindi dl a costo zero e niente condoni. Ma il provvedimento è centrale anche per la Lega ai fini del rilancio dell'azione di governo, e il premier spera di riuscire a trovare la sponda di Bossi nei confronti di Tremonti. Ma se tutto questo non dovesse riuscire, se a gennaio ci si dovesse rendere conto che non ci sono le condizioni per andare avanti, "allora meglio il voto anticipato", è la considerazione che svolgono deputati vicini a Bossi. Un ragionamento 'arricchito' dai maroniani: "E' un'opzione che ha senso, ma solo se comporta l'allargamento a Casini. Se si va al voto con l'alleanza Berlusconi-Lega possiamo stare solo ad aspettare che la sinistra, dopo aver vinto le elezioni, si spacchi nel giro di pochi anni". Al contrario, "se Berlusconi dovesse annunciare che non sarà lui il candidato, se si dovesse assegnare un ruolo di primo piano a Roberto Maroni, se si dovesse fare l'accordo con l'Udc che vuole il Quirinale per Casini, allora...". Del resto, "di andare a votare ad aprile se ne parla da tempo", spiegano i leghisti, che ricordano come Bossi ormai farcisca di limiti temporali le sue dichiarazioni sulla durata del governo: ancora oggi, il leader leghista ha spiegato che "per adesso" il governo è credibile. E anche le parole pronunciate ieri dal Senatur nella riunione di gruppo ("Scelgo io i prossimi deputati"), pure i maroniani non le leggono come annuncio di epurazioni, ma come un "classico" dei periodi pre-elettorali: "E' solo un modo per metterci il sale sulla coda in questi mesi".

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