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pubblicato il 17/set/2011 05:15

Governo/Bossi agita crisi: 2013 troppo lontano.E rilancia Padania

Maroniti: Bene frasi su governo. Ma bocciano successione Trota

Governo/Bossi agita crisi: 2013 troppo lontano.E rilancia Padania

Roma, 17 set. (askanews) - Anche per Umberto Bossi ormai "il 2013 è troppo lontano". Dalle sorgenti del Po per il rito dell'ampolla, il leader leghista esprime tutti i suoi dubbi sulla tenuta della maggioranza, rinserrando il Carroccio sui temi delle origini: secessione, Padania, gabbie salariali territoriali, e il no ad ogni intervento sulle pensioni del Nord. Un'alzata di toni che ha una sua spiegazione, dicono dal suo entourage, anche nell'attacco durissimo sferrato da 'Panorama' alla moglie Manuela: "Sono degli stronzi, hanno danneggiato la mia famiglia", dice lo stesso Bossi. L'avvertimento più duro ed esplicito arriva al termine di un comizio a Paesana, provincia di Cuneo: "Il governo per adesso va avanti, poi vediamo", ma la scadenza naturale dell'esecutivo, il 2013, "mi sembra troppo lontano". Allora meglio preparare "qualcosa di alternativo", ovvero "la Padania", perchè ormai "che l'Italia vada a picco lo hanno capito tutti". Anche se per la secessione, invocata a gran voce dai militanti radunati per la cerimonia dell'ampolla, avverte che certi passi vanno fatti quando la storia lo permette, altrimenti diventa caos e una guerra inaccettabile". Dopo aver rivendicato di averla "spuntata" nel bloccare i tagli alle pensioni, dopo aver assicurato che "troveremo il modo di aiutare i Comuni" colpiti dai tagli della manovra, dopo aver rilanciato i contratti territoriali, Bossi prova a tracciare la rotta per una Lega "un po' ammaccata". E allora alle sorgenti del Po ecco l'investitura del 'Trota': "Io verrò qui tutti gli anni e dopo di me mio figlio. Ha 23 anni, bisogna svegliarlo, portarlo in mezzo alla gente e fargli vedere la vita vera". Nel frattempo, "Roberto Calderoli è il mio braccio destro a Roma, è bravo, è un grande lavoratore". Messaggi contraddittori, per l'ala maronita del partito. Da un lato la soddisfazione per l'avviso di sfratto al governo, dall'altro i dubbi sulla successione dinastica alla guida del movimento. "Che Bossi abbia riconosciuto la necessità di aiutare i Comuni e soprattutto che abbia riconosciuto che così è difficile andare avanti al governo, è senz'altro positivo", dice un deputato vicino al ministro dell'Interno. Ma i suoi colleghi non nascondono il fastidio per l'investitura di Renzo: "Siamo un partito, non è così che si sceglie il futuro leader". Anche se qualcuno prova a minimizzare: "Dopo l'attacco di 'Panorama' ci poteva stare... E poi è normale che un padre speri il meglio per il figlio". Detto questo, "i segretari li scelgono i congressi".

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